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Il Ministero dell'Ambiente scrive a Regione e Comune: bloccati gli stanziamenti per le bonifiche dell'eternit

Finanziamenti bloccati per le bonifiche dell’amianto. Lo scrive senza tanti giri di parole Marco Lupo, direttore generale del ministero dell’Ambiente in due lettere spedite all’inizio di maggio, una all’assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte, l’altra al Comune di Casale e alla Provincia di Alessandria. «Le richieste di finanziamento potranno essere valutate - spiega il dirigente ministeriale - solo in occasione di future ripartizioni di risorse in materia di bonifiche, sulla base di modalità e criteri specifici che saranno predeterminati con apposito provvedimento ministeriale. Pertanto in pendenza del citato provvedimento la scrivente Direzione non è in grado di assentire ulteriori, nuovi finanziamenti». La lettera è stata inviata in risposta alla richiesta del Comune di Casale Monferrato e della Provincia di reperire ulteriori fondi per consentire la prosecuzione degli interventi di bonifica. Il Comune di Casale aveva stimato che fosse necessaria fino al 2012 una cifra di 3.740.000 euro, di cui 740mila destinati dalla Regione e i restanti tre milioni dal ministero. Che però ha negato il finanziamento per le ragioni suddette. Finanziamenti bloccati anche alla Regione che aveva rappresentato al ministero un fabbisogno complessivo di oltre 37 milioni di euro in base all’«Accordo di Programma» del 27 aprile 2006 e a un successivo «Atto Integrativo» del settembre 2008 entrambi relativi alla Bonifica del «Sito di interesse nazionale di Casale Monferrato». Roba ufficiale, mica pacche sulla schiena... Il ministero nella lettera esprime però solo assenso all’intervento sulla ex Piemontese precisando oltretutto che è la Regione stessa a dovere reperire le risorse. E per tutto il resto? Nisba!... Il mega-ente nazionale Dietro a tutto ci sarebbe in realtà - secondo indiscrezioni - l’intenzione di affidare tutte le bonifiche a un mega-ente nazionale, un’Agenzia delle bonifiche come per la Protezione Civile. Un quadro piuttosto inquietante che rischia di espropriare il territorio di una materia grave e delicata che necessità controlli in loco, anche in ragione del fatto che proprio nella nostra zona - duramente colpita dall’inquinamento causato da 80 anni di lavorazioni dell’Eternit - sono stati ideati i protocolli che precisano tecniche e modalità di bonifica e si è maturata l’esperienza e la professionalità per svolgerle in modo il più possibile corretto. Che significa meno pericoloso. Serve efficienza «Per le bonifiche - commenta Angelo Muzio, PD, già senatore, da sempre attento sulle questioni relative all’amianto - bisogna garantire efficacia e tempi il più possibile contenuti. Serve una alzata di scudi - da parte del Comune, della Provincia e della Regione - nei confronti dei dicasteri per assicurare queste somme e dare garanzie reali sulla prosecuzione degli interventi di rimozione dell’amianto». E Muzio ritiene che un organismo nazionale non sia comunque lo strumento adatto a risolvere il problema. Paolo Filippi, presidente della Provincia sottolinea che in Provincia non è ancora stato ricevuto nulla: «Certo che se queste anticipazioni fossero confermate sarebbe grave... Ci aspettiamo ben altro da chi cita la bonifica come una priorità, tanto per cominciare che la finanzino! Perché ne va della salute delle persone». «Non drammatizziamo» Il sindaco di Casale Giorgio Demezzi invita a non drammattizzare il quadro e sottolinea che «per ora i fondi necessari a continuare l’attività di bonifica. Certo occorre attivarsi per garantire la continuità dei flussi e scongiurare il rischio che la bonifica subisca battute d’arresto. Cosa che sarebbe un disastro». Anche il sindaco non nasconde le proprie perplessità su un ente che si occupi di tutte le bonifiche sul territorio nazionale: «Noi a Casale dobbiamo andare avanti col meccanismo utilizzato finora». A breve lo stesso Demezzi andrà a Roma con l’assessore all’Ambiente Vito de Luca proprio per sollecitare lo stanziamento di nuove risorse, «perché il prossimo anno è domani...». A marzo il Comune di Casale aveva prospettato alla Conferenza dei servizi un fabbisogno di una ventina di milioni di euro necessari per ultimare le bonifiche di polverini e coperture, ma anche per la realizzazione di una nuova discarica. Per un nuovo impianto - dice Demezzi - servirebbero dieci milioni di euro e di questi tempi non è facile pensare di reperire risorse così ingenti. E Demezzi butta lì una proposta alternativa: «Una società mista pubblico-privato che sia in grado di realizzare l’impianto mantenendo il conferimento gratuito per il territorio casalese». La lettera ai parlamentari Cgil, Cisl e Uil e Comitato Vertenza Amianto scriveranno in ogni caso nei prossimi giorni una lettera ai parlamentari del Piemonte proprio per chiedere il loro impegno sul rifinanziamento del piano di bonifica. E che sia modificato il provvedimento sul fondo destinato alle vittime che attualmente è «piuttosto una maggiorazione delle rendite risarcitorie dei malati professionali. Nulla viene infatti riconosciuto ai cittadini».

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Paola Demarchi

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