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Con inizio alle ore 21

Mercoledì 17 a Teatro il Consiglio comunale aperto sulla "Gavello" di Moncalvo

Si parlerà della chiusura della Rsa e del futuro degli ospiti

Avviata la proceduta di liquidazione per la casa di riposo

Un bello spettacolo e non una farsa. E’ quello che i moncalvesi si aspettano dal consiglio comunale che si terrà domani sera, 17 novembre alle ore 21, al Teatro Civico di piazza Garibaldi. L’opera che andrà in scena, purtroppo, ha non è delle più allegre. Si parlerà infatti della chiusura della Casa di Riposo “G. Gavello” e del conseguente obbligo per i 34 ospiti di “trovare adeguato ricovero presso altre strutture idonee” entro la fine del mese. “Lo faccio perché i cittadini hanno diritto di essere ben informati, lo avrei fatto a prescindere dalle richieste della minoranza – dice il sindaco Christian Orecchia in un comunicato - .Per convocare un consiglio aperto, infatti, i consiglieri devono raccogliere la metà delle firme e la loro richiesta è composta di solo 4 firme. Come sindaco ho dato il massimo a fianco del commissario per più di un anno e continuerò a dare il mio supporto anche partecipando ai tavoli sindacali per assicurare che tutti i dipendenti e gli ospiti trovino una nuova collocazione”. 

Poco più di dieci giorni fa il commissario straordinario Pietro Bertana inviava la lettera ai famigliari degli ospiti in cui veniva loro comunicato che, dopo un anno di commissariamento, “siamo costretti ad avviare la procedura di liquidazione della Fondazione in quanto la Medesima non è più in grado di perseguire lo scopo ‘fondante’ per cui è nata” e domani i cittadini avranno la possibilità di sentire direttamente dall’amministrazione comunale e dallo stesso Bertana le cause che hanno portato alla chiusura di quella che è dal 1912 un punto di riferimento per le famiglie non solo moncalvesi, ma di tutto il territorio. “Saranno invitate le persone informate sugli avvenimenti che hanno condotto la struttura a questo punto”, spiega il primo cittadino. Le persone convocate sono i membri del CdA dimessosi nell’agosto 2020: Stefania Baldovino, Pier Enrico Arduino, Elena Gibello, don Giorgio Bertola e Luca Gallo. Vista la straordinarietà del consiglio che è normato dall’articolo 29 del regolamento, “non si delibera, non si discutono interrogazioni o mozioni, le persone estranee all’Amministrazione possono intervenire solo su convocazione e relazionare, il pubblico non può intervenire, i consiglieri possono infine rivolgere domande agli intervenuti”. 

“La decisione da parte del sindaco di convocare un consiglio comunale in teatro, all’interno del quale solo chi è invitato da lui ha diritto di parola, non è la proposta che avevamo fatto, dove invece tutti i soggetti coinvolti potevano intervenire alla discussione, non per fare polemiche ma per permettere al consiglio comunale di avere ben chiara la situazione e per contribuire a risolvere il problema – dice il consigliere di minoranza Giovanni Sandiano - .Proprio per permettere a tutti quanti di poter intervenire, abbiamo pensato di creare un indirizzo mail dedicato (suggerimenti.esseremoncalvo@gmail.com), a cui tutte le persone che si sentono coinvolte da questa triste situazione possano scriverci, anche in forma anonima, perché abbiano anche loro diritto di ricevere le risposte che cercano dagli enti preposti. Ci impegneremo a leggere le domande e i suggerimenti”. Nei giorni scorsi il sindaco Orecchia ha contattato i lavoratori della Gavello per informarli della possibilità di far pervenire all’amministrazione domande che saranno lette durante il consiglio.

“Abbiamo seguito e sostenuto i tentativi di salvataggio della struttura prima, ora è il tempo del supporto e della vicinanza agli ospiti, alle famiglie e ai dipendenti”, dice il vicesindaco Andrea Giroldo che invita tutti a Teatro.


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