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135 anni di Profili Cittadini: la storia della rubrica

Nel 1876, cinque anni dopo la fondazione de Il Monferrato, venne pubblicato il primo Profilo Cittadino. L’idea era di cogliere tramite il disegno le caratteristiche dei personaggi illustri del territorio. Stampato su un inserto agricolo del giornale, il Profilo non era altro che un’immagine che poco aveva a che fare con gli attuali Profili Cittadini elaborati e arricchiti con colori e segni semiotici. Tutt’altro, era letteralmente un vero e proprio profilo: «Ritagliato e nero a mò di ombra cinese» spiega Idro Grignolio. Il primo monferrino in assoluto ad essere “ritratto” fu il misuratore metrico Giuseppe Nicolini detto «Bartolomeo». Il lavoro di Nicolini consisteva nel girare per i paesi monferrini per calibrare nel modo corretto i pesi delle bilance. Racconta Grignolio: «Un giorno Bartolomeo arrivò a Balzola e davanti alla chiesa di San Michele notò un passerotto che si posò sulla bilancia tenuta in mano dalla statua del Santo e questa non si mosse di un millimetro. Nicolini esclamò: “Bisogna far la multa al signor San Michele…”». Un anno dopo la pubblicazione del primo profilo, Nicolini, per un qualche motivo offeso dal disegno, dichiarò pubblicamente: «Il Monferrato ha scritto parlando di me: “Il nostro Bartolomeo…” ma non deve permettersi questa libertà perché io ho rotto i ponti con il giornale nel giorno in cui è voluto uscire con il primo Profilo Cittadino». Nello stesso anno, il 1877, per la gioia di Bartolomeo, i Profili Cittadini cessarono di esistere. Il progetto di raffigurare la monferrinità con i volti di coloro che il territorio monferrino lo avevano contribuito a creare, morì. Passarono gli anni, e alle porte della Grande Guerra la rubrica tornò in vita. Il giornale militare “Il Risveglio” nel 1915, cominciò saltuariamente a riproporre i disegni. Anche Il Monferrato decise di accodarsi alla scelta e di pubblicare così sulle proprie pagine alcuni profili. Ma la data di svolta della storia dei Profili Cittadini fu il 15 ottobre 1922. Da quel giorno Il Monferrato, escluso il periodo della Seconda Guerra Mondiale, con cadenza settimanale ha sempre pubblicato un profilo. La rinascita della rubrica è da attribuire al consulente agricolo e fascista Gildo Bacco «che aveva da mettere in mostra i “suoi” -spiega Grignolio- i primi profili del 1922 furono infatti di due fascisti della prima ora: Miglietta e Passeroni». Orgoglioso e convinto della forza di propaganda dei Profili Cittadini, Gildo Bacco disse: «Quel tale mi deve ringraziare, perché è elevato ne la lanterna, che dei mortali la fama eterna». Negli anni successivi si susseguirono diversi disegnatori alla guida dei Profili Cittadini. Tra i tanti: Barioglio, Patrucchi e Decio. Quest’ultimo fu uno dei protagonisti della rubrica, continuò il suo lavoro di “ritrattista” fino al periodo della Seconda Guerra Mondiale quando, il 29 gennaio 1944, Il Monferrato chiuse le sue pubblicazioni… Nel secondo dopo guerra la rinascita de Il Monferrato non fu immediata e nemmeno quella dei Profili cittadini. Il giornale tornò in edicola il 9 luglio 1948 ma i primi profili si videro solo nella prima metà degli anni ’50. Il 10 luglio 1953 Idro Grignolio, spinto dall’allora direttore Ennio Carretto, disegna e pubblica il balzolese Giuseppe Rosa fondatore di Vederbene, poi un’altra balzolese: Nini Massinello che lavorava al bar Rossignoli e così la rubrica torna a prendere vigore. Ai Profili Cittadini vengono anche accodate le poesie descrittive, che rendono il lavoro di pubblicazione settimanale ancor più arduo. Alla ferma continuità di Grignolio, nel 1954, il direttore Mario Verda affianca alla rubrica Achille Peduzzi dotato di un estro artistico unico e inimitabile e il poeta Giogio Carfì (si firmava Giors) capace di dipingere con una poesia vita e professione del personaggio monferrino ritratto nel Profilo. Con il passare degli anni al primo gruppo si aggiunse Renato Bagnera (che si firmava ReBa), il pittore sordomuto Francesco Barbesino e negli anni ’90 Max Ramezzana che con la sua serie di caricature ha incrementato la galleria di personaggi monferrini lunga ormai, quasi 140 anni. (Nella foto Cesare Pavese visto da Max Ramezzana)