Fanno sempre più discutere le condizioni in cui versano molte strade provinciali del territorio monferrino (sia sul versante alessandrino che astigiano) dove automobilisti, locali e non, segnalano e lamentano situazioni di pericolosità e degrado legate al mancato o insufficiente taglio delle rive e al tardivo ripristino di buche e tratti critici.
Per annunciare i rischi agli automobilisti in transito spesso vengono collocati segnali indicanti pericoli di varia natura, dalla banchina cedibile ai dossi, dall’asfalto critico in condizioni di pioggia al cartello di pericolo generico. Un provvedimento che si supporrebbe provvisorio (e che di per sé non elimina la causa), fino almeno al ripristino delle normali condizioni, ma che in realtà sembra spesso divenire, se non definitivo, molto prolungato. Crisi economica ed incertezza circa le funzioni e le coperture di risorse e personale dell’ente provinciale dopo un’“abolizione” che ha lasciato molti margini di caos, sono certamente gli elementi che balzano subito in prima linea per tentare di giustificare tali situazioni.
Ma come evolverà questa situazione? E come uscire dall’impasse? “Quest’anno abbiamo dovuto intervenire con il primo taglio sulla metà delle strade provinciali del Comune mentre per il secondo taglio dovremo provvedere interamente con le nostre risorse per non lasciare le strade in completa balia degli eventi”, ammette Paolo Lavagno, sindaco di Ponzano, comune attraversato dalla provinciale 18 che collega Cerrina a Crea. Gli automobilisti riferiscono che la strada sta divenendo quasi impraticabile per via di buche molto pericolose, scarsa visibilità dovuta alla mancata manutenzione delle rive e banchine e alla sede stradale sempre più sconnessa. Incrociare un altro veicolo può inoltre diventare davvero rischioso. Siamo a pochi passi da Crea, nel territorio di ben due siti Unesco; quello dei paesaggi vitivinicoli e quello del Sacro Monte di Crea. Davvero una spina nel fianco per un territorio che vorrebbe rilanciare la sua vocazione turistica.