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Una raccolta di firme per riaprire le strade chiuse dai danni del maltempo

Una situazione dai contorni drammatici: è quella che vive il Comune a seguito dell’ultima ondata di maltempo che ha compromesso la già precaria situazione idrogeologica. Restano ancora chiuse via Castello per la quale è intervenuta un’ordinanza di messa in sicurezza nei confronti dei proprietari del versante franato e via Zizano nel tratto che collega la località a Camino. È stato invece risistemato il tratto di via Zizano che si ricollega alla strada provinciale 7: «L’impresa alla quale ci siamo rivolti d’urgenza – commenta il sindaco Giorgio Rondano - ha sgombrato e ripulito la strada molto velocemente, per assicurare agli abitanti la possibilità di raggiungere le case mentre provvederemo ai lavori sulla frana che ha invece interessato il tratto di via che conduce a Camino. Su via Mombello abbiamo ripristinato una circolazione momentanea, in attesa dell’intervento dei privati con i quali abbiamo concordato tempi e modalità, ma non nego che in questo momento la nostra preoccupazione maggiore sia rivolta alla provinciale, dove purtroppo non possiamo intervenire direttamente». La S.P. 7, che collega la collina a Trino, è infatti chiusa nel tratto che da piazza Marconi, in paese, scende fino al Tagliaferro (gli abitanti di Zizano possono comunque raggiungere la località ed il pub Iron Cutter è raggiungibile da Trino). La chiusura della strada è la conseguenza di una frana che si è staccata dal versante a monte della provinciale invadendo la carreggiata con terra, arbusti ed alberi. «Inizialmente gli uffici provinciali ci avevano comunicato una chiusura a tempo indeterminato – ripercorre il primo cittadino – affermazione che ci aveva messo fortemente in allarme e che ci ha costretto ad una presa di posizione molto dura, con comunicazioni rivolte a Provincia, Regione e Prefettura. Lunedì è intervenuto il sopralluogo dei tecnici provinciali e ci è stato comunicato informalmente che nell’arco di dieci giorni dovrebbero assumere i provvedimenti per assicurare almeno il ripristino della viabilità». «Ciò non toglie – continua Rondano – che la Provincia dovrà assumere nel prossimo futuro provvedimenti più estesi: da anni segnaliamo che la strada è in condizioni pietose, in un tratto si circola già tempo su un’unica corsia, con situazioni di pericolosità che non si possono sottovalutare. La Provincia ci dica chiaramente che cosa intende fare. Anche perché non capisco perché stiamo a discutere dell’allungamento del ponte quando la strada che ne è la naturale prosecuzione è impercorribile!». Rondano dà voce ad un malumore che è di molti. In questi giorni è partita una raccolta firme (oltre 200 in soli quattro giorni), promossa da Rosa e Luigi Desana, titolari della Butega e del Ristorante del Peso, i quali commentano: «Vorremmo sensibilizzare le autorità competenti. Le nostre attività, come pure le altre del Comune, già messe a dura prova dalla situazione generale di crisi, si trovano a subire con la chiusura della strada una difficoltà supplementare, derivata dal disagio della clientela a salire a Camino, essendo per la maggior parte del vercellese o comunque proveniente da quelle zone. Attività, ricordiamo, che occupano diverse persone del posto, senza contare l’indotto che muovono: è evidente che con l’aggravarsi delle cose i posti di lavoro sono in pericolo e di questi tempi non ce n’è bisogno». Molto critici, invece, Elena Migliau e Alberto Cavalchino, consiglieri di minoranza, i quali hanno presentato due mozioni per il prossimo Consiglio. La prima è relativa alla viabilità ed agli interventi di ripristino effettuati dall’amministrazione, con la richiesta di discuterne anche in una riunione con la popolazione. La seconda è una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e della Giunta, accusata tra l’altro di non aver provveduto alla corretta e necessaria manutenzione delle strade e dei fossi non solo nelle situazioni di criticità, ma anche in quelle di normalità e di non aver provveduto al tempestivo allestimento di una segnaletica stradale appropriata. Lapidario il sindaco: «Rispetto alla seconda mozione è quantomeno bizzarro che la sfiducia venga proposta solo da due consiglieri visto che sono necessari i due quinti del Consiglio. Credo che in questo momento parlino i fatti. Tutto quello che si è potuto fare è stato fatto, con un impegno personale mio, della Giunta e del personale del Comune, con il cantoniere in particolare che ha fatto davvero miracoli». Francesco Florian, capogruppo della lista di minoranza “A.P.E. Assieme Per Esserci”, considera: «La situazione attuale, che peraltro è comune a molte parti dell’Italia è la conseguenza di una cattiva gestione del territorio decennale, che non è corretto scaricare sull’ultimo arrivato. La Provincia poi non ha molte giustificazioni per non intervenire, perciò occorre essere coesi e cercare di creare un maggior peso specifico per la nostra zona, che sconta senz’altro il fatto di essere di confine».

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Federico Nardi

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