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  • 06 ottobre 2020
  • Casale Monferrato

Grande Prosa

Le "comari disperate" attese al Municipale

La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano con ironia “Le allegre comari di Windsor”

La prosa torna al Teatro Municipale. Dopo la domenica dedicata alla danza con “The Magic of Light”, seguirà lo spettacolo di prosa in abbonamento “Le comari di Windsor”, che sarà proposto in tre repliche 7, 8 e 9 ottobre in tre serate, anziché due, per consentire a tutto il numeroso pubblico di assistere all’evento. La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia “Le allegre comari di Windsor”, innestando brani, suonati e cantati dal vivo dal “Falstaff” di Verdi. In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very british pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento.

 “Punire” quel porco di Falstaff, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff, non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford, che, come le Desperate Housewives, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti. «Per la sua ostentata dissolutezza in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà; nella sua evidente “decadenza” si rispecchia quanto di più umano e disarmante si possa concepire», ci racconta la Sinigaglia, che ha voluto in scena anche una fisarmonicista che, oltre a suonare dal vivo le note di Verdi, interpreta Fenton, il grande amore di Anne, «un ruolo “en travesti” - prosegue - come vuole la tradizione shakespeariana (ma al contrario!)». Quest’allestimento nasce nell’ambito di “Glob(e)al Shakespeare” il progetto per il quale sei opere del grande drammaturgo sono state proposte in sei riscritture commissionate ai più innovativi autori del panorama odierno e poi portate in scena da sei registi. Il progetto è nato per affermare l’universalità del teatro coniugando l’essenza atemporale dell’opera di Shakespeare con temi e linguaggi della scena contemporanea e si è aggiudicato il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2017.

Biglietteria online dalla pagina www.comune.casale-monferrato.al.it/teatro 


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