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Nel Piano Regolatore manca un'area residenziale

Il Piano Regolatore è lo strumento a disposizione del Comune per regolamentare e progettare lo sviluppo del paese. È naturale che quando viene discusso ci sia massima attenzione da parte di tutto il Consiglio in quanto si parla di nuove destinazioni di aree (residenziali, commerciali, industriali) ristrutturazioni, interventi edilizi dove l’interesse pubblico e quello privato devono andare di pari passo. E così lunedì scorso, durante la seduta consiliare, si è visto un serrato confronto con un lungo botta e risposta tra il sindaco Mauro Cabiati e il capo dell’opposizione Ugo Ferraris. Per farla breve, l’oggetto del contendere dell’ultima variante del Piano Regolatore, riguardava un’area residenziale di 20mila metri quadrati, ubicata nella parte nord del paese, che è stata tolta e sostituita da altre zone: «Questa variante - ha osservato il primo cittadino - è stata ferma per cinque anni: un periodo che ha significato una battuta d’arresto per lo sviluppo del paese. Così l’abbiamo riproposta con alcuni aggiustamenti che riguardano la riorganizzazione urbanistica del concentrico del paese con alcune aree che diventano residenziali». Cabiati ha citato la zona di via Vignazzi, l’ex ammasso e una porzione vicino alla roggia Stura. Una variante “pesante” «Non si resce a capire - ha sentenziato Ferraris - come sia stata eliminata da questo Piano la zona residenziale a nord del paese inserita proprio da Cabiati cinque anni fa. Su quell’area i proprietari dei terreni avevano delle aspettative che, con queste ultime decisioni, sono state vanificate. Inoltre sono state sostituite da aree in zone esondabili, tra cui figura anche uno spazio di proprietà dei familiari del sindaco. Inoltre questa variante viene definita “leggera” ma con questi cambiamenti mi sembra tutt’altro». Piccoli aggiustamenti Secondo il sindaco Cabiati «quell’area residenziale, come quella industriale sempre a nord del paese, era stata messa, come consuetudine nella redazione del Piano Regolatore, per avere un margine nella trattativa con la Regione: insomma si chiede cento per avere cinquanta. In più c’è una legge che riguarda la distanza dagli elettrodotti e quell’area residenziale ricade proprio in questo vincolo. Per quanto riguarda il resto si tratta di variazioni di destinazione d’uso: l’ex ammasso, ad esempio, da artigianale cambia in residenziale... niente di più». Al momento della votazione Ferraris ha voluto rimarcare «vivo disappunto per l’approvazione del Piano Regolatore senza una preventiva discussione: ci sono state modifiche sostanziali che interessano privati cittadini. State attenti a quello che fate». «Tutti ci hanno guadagnato» Parole che sono suonate come un ultimatum e che non sono piaciute alla maggioranza la quale ha approvato, al termine della discussione, il documento: «Ho sempre redatto Piani Regolatori - ha puntualizzato Cabiati - e tutti ci hanno guadagnato sia che fossero stati bianchi, rossi oppure blu». Capitolo chiuso? Sembra di no. Pare che i proprietari dei terreni che dovevano diventare residenziali vogliano adire a vie legali.

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Federico Nardi

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