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Ghiaia Grande, quale futuro? Il termine di fine lavori è stato prorogato a dicembre 2013

Il Teatro “G. Verdi” di Pontestura ha ospitato, venerdì sera scorso, un incontro pubblico sullo stato dei lavori di riqualificazione di Ghiaia Grande. La serata, come ha ricordato in apertura Ettore Broveglio, presidente del Parco del Po e dell’Orba, ha fatto seguito alla critica lettera dei moranesi Paolo Migliavacca e Aldo Timossi, pubblicata da questo giornale, il 21 dicembre 2012. Durante l’incontro, Broveglio ha subito precisato che i lavori di riqualificazione sono stati prorogati, «come hanno facoltà i progetti di attività estrattiva» di un anno: il nuovo termine di fine lavori è, dunque, fissato a dicembre 2013. Il dott. Dario Zocco, direttore del Parco, e il dott. Alberto Gallerio, tecnico della ditta Allara che sta eseguendo i lavori, hanno, dunque, relazionato e documentato, con l’ausilio di immagini, lo stato dei lavori. «La superficie dell’intervento - hanno spiegato - è di una quarantina di ettari, meno della metà dei quali è costituita da specchi d’acqua o canali. Lo scopo dei lavori è quello di ricreare un habitat che garantisca la biodiversità della zona del Po, restituire all’habitat fluviale degli spazi di opportunità alla flora e alla fauna». «Durante i lavori – hanno proseguito i due scienziati – sono stati eseguiti monitoraggi della flora e della fauna presenti che hanno portato ad un censimento dettagliato delle specie presenti»: testuggini della Florida, testuggini europee, soprattutto. Broveglio, dopo aver spiegato come «il pubblico non sborsa un quattrino, anzi, ne incassa» (degli 0,49 euro che il provato paga per il diritto di escavazione, il 40% lo incassa il Parco, mentre il restante 60% il Comune), ha precisato come, «alla fine degli interventi, tutta l’area diverrà pubblica». «È nelle nostre intenzioni – ha aggiunto il presidente – far diventare Ghiaia Grande punto di interesse turistico. Alcune delle strade create per eseguire i lavori verranno mantenute: portare la gente sarà uno degli obiettivi del Parco». Al termine dell’esposizione da parte dei relatori della serata, il sindaco di Morano sul Po Mauro Rossino, tra i presenti, ha sollevato il problema di Morano relativo alla sicurezza e al rischio alluvioni. Zocco e Gallerio hanno risposto con competenza: «Si tende ad addebitare l’alluvione alla ghiaia, ma non c’entra nulla. Il 90% della gente pensa che l’alluvione dipenda dalla ghiaia, ma non è vero. Come un malato ascolta il medico e non chiunque gli dica come curarsi, così occorrerebbe ascoltare gli scienziati i quali sanno come si comporta un fiume, il quale ha bisogno di avere la ghiaia da spostare, altrimenti la sua forza diverrebbe disastrosa».

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Federico Nardi

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