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Si apre il sipario
Alessandro Haber è Zeno nel capolavoro di Italo Svevo al Municipale
Mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio alle ore 21
Di Casale Monferrato si ricorda i gianduiotti e i confetti (oltre ai Krumiri) di una vecchia bottega del centro storico. Alessandro Haber è da un po’ di tempo che non viene a recitare in città, ma mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio alle ore 21 sarà al Municipale con “La coscienza di Zeno”, un classico senza tempo di Italo Svevo, per la regia di Paolo Valerio. Haber è un attore dal carisma potentissimo e dall’istinto scenico assolutamente personale, che fuori da ogni cliché sa coniugare ironia e profondità in ogni interpretazione.
Una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production, che vede sul palco anche Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Caterina Benevoli, Stefania Ugomari di Blas, Chiara Pellegrin e Giovanni Schiavo. Ci sono ancora biglietti in vendita sul sito Vivaticket, la stagione teatrale, in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, proseguirà poi giovedì 5 febbraio con Totalmente Incompatibili (già tutto esaurito), protagonisti Corrado Nuzzo e Maria Di Biase. Alessandro Haber sarà anche a Rosignano lunedì 2 febbraio per il Tartufo Film Festival. Altro appuntamento da non perdere!
Chi è Zeno per Alessandro Haber?
Un uomo qualunque... Mi assomiglia molto...È un uomo con tutte le sue contraddizioni e tutti i suoi difetti, le sue armonie. Zeno è uno che mente sapendo di mentire...tradisce in maniera sfacciata e sconsiderata. È uno che promette amore e poi tradisce, fa la corte e nel giro di mezz’ora chiede di sposare tre sorelle una diversa dall’altra. Ha spudoratezza, è un animale strano a cui va sempre bene tutto, come Mr. Magoo. È uno che dice che smette di fumare, ma è il fumo stesso che lo salva. Quindi da gran fumatore come sono, ho accettato il ruolo e finalmente fumo in scena. Struggente è il monologo finale che preannuncia il mondo di oggi, le guerre e qualcuno che metterà una bomba che farà cambiare il destino dell’umanità. Zeno è stato premonitore. Al terzo anno che lo facciamo, siamo una compagnia bellissima e dove andiamo i risultati sono straordinari. Non riesco a recitare in spettacoli...brutti, ci metto tanta passione e voglia di mettermi in gioco. La mia vita è questa! Sembro un ragazzino con i suoi giocattoli.
Ci parli del suo rapporto speciale con il pubblico teatrale.
Ho scelto il cinema ma non mi sono mai allontanato dal teatro. Abbraccerei il pubblico tutte le volte: è un miracolo che qualcuno sia uscito di casa a venirti a vedere. La verità è che ho seminato bene e credo di essere una garanzia per loro. A fine spettacolo mi avvicino al proscenio e stringo la mano a una persona della prima fila. Noi attori senza il pubblico non siamo niente. È un po’ come fare l’amore. È quello che dico nello spettacolo, che ho ripreso da poco, “Volevo essere Marlon Brando”, in cui racconto una storia di grande passione con il pubblico. Nella prossima stagione dovremmo portare in scena “Le ultime lune” di Bordon, un testo che hanno fatto i “grandi” come Lionello e Mastroianni... Attori che ho conosciuto. Voglio fare qualcosa di speciale, vorrei stupire e stupirmi sempre, sono continuamente alla ricerca di cose nuove per farle diventare un’avventura.
Cosa abbiamo di originale in una vita che va a 300 chilometri all’ora e in cui ci cadono le bombe sopra la testa?
Di originale in questa vita c’è la vita stessa e nessuno te la regala. Arriva improvvisamente, tu non l’hai voluta, ma nel momento in cui ti affacci te la godi. La realtà in questo periodo è molto sconcertante, quello che vedo mi strugge. La vita è qualcosa di imprevisto e stupefacente, nel bene e nel male. Quello che accade lo vediamo tutti, ma credo che si debba vivere ogni respiro. La tecnologia che abbiamo è superflua, dobbiamo goderci l’attimo del tramonto, il cibo che mangiamo...ma non abbiamo certezze del dopo, viviamo il presente. Cerco di razionalizzare tutto per vivere l’oggi.
La coscienza è...?
La coscienza è il pensiero che elabori, sono le emozioni, sono sensazioni... Credo di avere una coscienza pulita, perché credo di avere sbagliato almeno un paio di volte nella vita, ben venga l’ammissione dell’errore perché non mi piace la perfezione. Nel rapporto umano con le persone e con il lavoro sono sempre stato corretto. Penso di essere stato una persona onesta e generosa, ho rispetto dell’essere umano. Mi piace più dare che ricevere. La mia coscienza è abbastanza tranquilla con piccole macchioline, ma se non ci fossero mi preoccuperei.
Secondo lei è utile la terapia psicanalitica?
Se andassi a farmi psicanalizzare, metterei in difficoltà lo psicoterapeuta. Scherzi a parte, ognuno fa della sua vita ciò che vuole. Siamo così diversi l’uno dall’altro e per fortuna non siamo omologati.
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