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Arriva a Casale la zanzara tigre. Ordinanza del sindaco per tutelare la salute pubblica. Bene - invece - la lotta: 50% di insetti in meno rispetto agli altri anni

Anche Casale è stata colonizzata dalla zanzara tigre e anche se gli insetti sono presenti in modo meno massiccio rispetto ad altre realtà come Asti, Torino e Pinerolo, se ne cominciano a catturare parecchie. La segnalazione è partita proprio dai tecnici dell’Ipla che si occupano delle operazioni di disinfestazione e che a Casale hanno trovato un numero crescente di esemplari nelle trappole utilizzate per valutare il livello di infestazione di zona in zona. «Si sta insediando e si diffonde velocemente - spiega l’esperto Luca Balbo - e il protocollo regionale prevede che a occuparsene sia l’ASL, in quanto si tratta di un problema di sanità pubblica». Per questo il sindaco di Casale Giorgio Demezzi ha emesso mercoledì una ordinanza - su indicazione del responsabile del servizio igiene pubblica Massimo D’Angelo - con cui precisa comportamenti da adottare per prevenirne e limitarne la diffusione, nonché le sanzioni (da 25 a 500 euro) per chi non vi si attiene. L’insetto è un vettore molto efficace di tutta una serie di malattie - come la malaria e altre malattie tropicali - che per fortuna qui sono normalmente assenti e il pericolo resta pertanto potenziale. Ma il rischio diventa più elevato se, per esempio, un turista di ammala di tali patologie in Paesi in cui sono presenti e poi rientra in Italia. Insomma la cosiddetta «malattia da viaggio». In quel caso - come pare si sia già verificato in altre regioni un paio di anni fa per la Chikungunya - la diffusione attraverso gli insetti è rapida. La Chikungunya è una febbre tropicale «spaccaossa» particolarmente intensa e persistente, che dà disturbi e dolori articolari che possono perdurare a lungo. Oltre a ciò c’è anche il problema che per persone anziane, bambini e soggetti l’infezione può portare a conseguenze veramente gravi. Aggressiva e fastidiosa «La zanzara tigre è inoltre molto più aggressiva e fastidiosa - spiega Balbo - e se c’è un focolaio nelle vicinanze ti trovi aggredito da centinaia di insetti che non ti lasciano vivere. Tra l’altro le punture sono più fastidiose e dolorose, e la nostra risposta è molto più virulenta del consueto». Di qui la decisione di adottare l’ordinanza che - appunto - dà parecchie raccomandazioni. Si tratta delle consuete precauzioni da adottare per evitare la formazione di focolai di zanzare, di creare cioè involontariamente l’habitat adatto alla deposizione delle larve e alla nascita degli insetti. L’ordinanza stabilisce che nel periodo compreso tra il 14 luglio e il 31 ottobre tali precauzioni divengano obbligatorie per chi gestisce sistemi di raccolta delle acque, o si occupi della manutenzione di aree verdi dismesse e incolte, a chi fa attività di stoccaggio di materiali e rottamazione e gestisce depositi, soprattutto di copertoni, ai responsabili dei cantieri e a chi gestisce vivai, serre e così via, compresi i privati cittadini. La raccomandazione è quella solita di evitare in tutti i modi ristagni d’acqua anche minimi dove possano proliferare le zanzare. 50% di zanzare in meno Positivo invece il bilancio della lotta alle zanzare, la cui presenza si attesta su percentuali molto più basse - circa la metà - della media stagionale degli anni precedenti. Un successo che è chiaramente percepibile anche se le catture si attestano ancora mediamente sul centinaio di insetti, contro ai 40 che costituiscono la soglia critica. Una situazione che deriva però più dall’«invasione» di insetti che provengono da zone limitrofe non trattate (la solita Lomellina) che dalle zanzare nate e cresciute - per così dire - sul nostro territorio. Trattamenti adulticidi Nelle prossime settimane si prevede anche l’intervento per trattamenti adulticidi nei Comuni in cui si svolgono manifestazioni all’aperto, sempre previa verifica dei dati relativi alle catture degli adulti, altrimenti in base alla normativa regionale il trattamento non si può effettuare. E la diminuzione delle zanzare ha portato in alcune zone maggiore evidenza la presenza dei pappataci: mordono e non si vedono e quando non ci sono zanzare in circolazione si resta perplessi. Prima la colpa se la beccavano tutta le zanzare.

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Barbara Marini

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