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  • 08 ottobre 2007
  • Casale Monferrato

La Missa Sancti Evasii in prima nazionale - Una recensione in esclusiva di don Garbini

(l.a.) - Sabato nell'ambito delle celebrazioni per il IX centenario del Duomo e a chiusura del convegno 'La Bisaccia del pellegrino' il vescovo mons. Zaccheo ha presieduto un pontificale dove in prima assoluta è stata eseguita la «Missa Sancti Evasii» di Giulio Castagnoli. Tra i presenti il presidente del consiglio comunale M. Merlo, gli assessori Calvo e Coppo, il ten. Fabio Falco dei Carabinieri, il vice prefetto vicario. Al termine il vescovo mons. Zaccheo, nel complimentarsi, ha consegnato la medaglia commemorativa del centenario del Duomo a Castagnoli e al direttore dell'esecuzione Claudio Chiavazza. -Sull'evento pubblichiamo una recensione di don Luigi Garbini, autore, tra l'altro, della «Breve Storia della Musica Sacra» edita dal Saggiatore nel 2005 (nonostante il titolo, più di 530 pagine...), nonchè, come responsabile delle attività musicali della curia milanese coordinatore della rassegna "La musica nei cieli" e direttore artistico del ciclo di eventi multimediali"Pause". -Il IX centenario della consacrazione della Cattedrale di Casale si è trasformato in un prezioso momento di ascolto, grazie alla musica di Giulio Castagnoli e all'eccellente esecuzione del coro Ruggero Maghini e dell'orchestra Academia Montis Regalis, con la partecipazione del coro dell'Opera dei Ragazzi. Non capita così sovente di poter vedere la Chiesa in prima linea nella promozione della musica contemporanea. Mentre non è la prima volta che il compositore Castagnoli si cimenta col sacro: nel 2000, in occasione del Grande Giubileo, aveva proposto la propria soluzione all'indirizzo dato dal Concilio Vaticano II circa la «actuosa partecipatio» componendo dei brani che prevedevano l'intervento assembleare nella basilica di S. Ambrogio a Milano. Un lavoro molto importante condotto in collaborazione con altri compositori, quali Donatoni, Petrassi, De Pablo e Pennisi. E con la presidenza del cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini, che allora promosse un'operazione di incontro con la musica contemporanea. Ora a Casale, in piena armonia con l'impalcatura liturgica, Castagnoli raccoglie l'invito di mons. Germano Zaccheo a guardare al futuro con occhio profetico. Così si pone quella problematica tanto spinosa, e spesso fraintesa, facendo ruotare l'intera eucaristia attorno al Credo III, ascoltato nella sua cristallina semplicità come fosse un diadema da portare con fierezza e da guardare con rispetto. Castagnoli sceglie di partire dalle antiche tradizioni contenute nelle antifone dei messali locali. La tradizione gregoriana è infatti sempre presente nella sua rielaborazione, anche se la scelta che opera per tutti gli altri momenti della messa è quella di fondere un organico barocco, o meglio monteverdiano, ad una vocalità ricca di reminiscenze che si immergono nella grande tradizione sacra. L'Agnus, che sembra infatti provenire direttamente da una nuova scuola romana, suscita la stessa commozione di un Sicut cervus palestriniano, benchè sia quasi "compresso" nell'unità di tempo e organizzato secondo degli stilemi tipici del comporre di Castagnoli. Quali? Unità di tempo, formanti che assumono l'immagine di una campata, di un'onda vocale/strumentale che si muove velocemente nel proprio spettro diatonico per ricadere ben presto su di sé, lasciando al successivo intervento lo spazio per riemergere e scomparire da dove è venuto. Momenti vocali come quello del Sanctus, un vero capolavoro, e "ambienti" strumentali come quelli dell'offertorium creano occasioni uniche di preghiera, momenti di reale «actuosa partecipatio», come pure particolarmente riuscito appare il tropo del Kyrie, immerso in un andamento melismatico che raccoglie quel clima mediterraneo, di fusione tra Oriente e Occidente, che caratterizzava il frangente culturale in cui la Cattedrale veniva eretta, nove secoli fa. Luigi Garbini FOTO. Il vescovo si complimenta con Castagnoli e il direttore degli esecutori Claudio Chiavazza.

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