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  • 16 luglio 2013
  • Casale Monferrato

Critica d’arte: scoprì Bistolfi

Cordoglio nel mondo dell’arte per la scomparsa di Rossana Bossaglia, la “signora del liberty”, avvenuta l’8 luglio all’ospedale di Varzi, nel pavese: era nata a Belluno il 14 giugno 1925. Riposa a San Colombano al Lambro. Il suo funerale è stato accompagnato dai motivi che amava canticchiare, da Guantanamera alla leggendaria Non, Je Ne Regrette Rien di Edith Piaf. Ricordiamo che alla Bosaglia va il merito di aver fatto riscoprire e conoscere a livello europeo Leonardo Bistolfi; a Casale con la preziosa collaborazione di Germana Mazza aveva organizzato la prima mostra sul grande scultore; poi della Bossaglia il libro (con la Barresford) “Bistolfi 1859 - 1933 - Il percorso di uno scultore simbolista” edito dalla Piemme e ancora in vendita presso il Comune; suo ancora un prezioso saggio che è inserito nel catalogo dalla Gipsoteca. Ci piace segnalare un suo intervento sabato 28 aprile 2001 per l’inaugurazione di una nuova sala della Gipsoteca Bistolfi (sindaco di Casale Paolo Mascarino, assessore alla Cultura Carlo Baviera): «Bistolfi è stato trascurato nella prima metà del secolo scorso. Poi la riscoperta del simbolismo ha fatto emergere la sua figura insieme a quella di Segantini, due grandi maestri che hanno mostrato lo spirito di quello stile. La forza espressiva di Bistolfi è legata alla connotazione formale del liberty. La grande mostra sul liberty nel 1972 ha evidenziato la novità del linguaggio del Bistolfi che prima di allora era conosciuto come specialista nei monumenti funerari: una produzione che seguiva la tendenza artistica della cultura del momento. Ma proprio attraverso quelle opere noi abbiamo scoperto la spiritualità del suo modo di esprimersi. A mio giudizio Bistolfi è stato il maggiore scultore simbolista internazionale nel periodo tra ‘800 e ‘900: il simbolismo ha trovato nella spiritualità di questo artista il suo stile». Scompare con lei, citazione dal Corriere della Sera: «una storica dell’arte che dalla sua intelligenza, dalla sua sensibilità, e dalle sue curiosità all’epoca poco condivise ha fatto scaturire alcune pietre miliari della storiografia artistica dell’ultimo mezzo secolo». E’ stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Pavia.

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Silvia Sassone

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