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Don Luigi Ciotti: «Moncalvo, luogo di legalità»

La consapevolezza della necessità del progetto e la determinazione al raggiungimento hanno animato nel pomeriggio di lunedì scorso i tanti intervenuti alla simbolica mietitura del grano presso Cascina Graziella Campagna, la tenuta confiscata alla mafia in frazione Santa Maria di Moncalvo e ora al centro di un piano di recupero per trasformare il bene nella sede di una comunità per donne affette da dipendenze. «Siate orgogliosi che a Moncalvo ciò che era frutto di ingiustizia serva ora a dare libertà a ragazze bisognose», ha esordito l’ospite speciale della giornata don Luigi Ciotti, venuto a tenere il battesimo della mietitura di grano nei terreni della cascina per simboleggiare la rinascita, sotto finalità sociali, della proprietà sottratta ormai diversi anni fa ad un boss mafioso siciliano. Ad accogliere don Ciotti i tanti attivisti di Libera (la sezione astigiana) ma anche tante autorità a cominciare dal sindaco di Moncalvo Aldo Fara ma anche il Prefetto di Asti Luigi Faloni. La giornata è iniziata con la prima mietitura del grano coltivato in un campo di pertinenza di Cascina Graziella; grano che servirà alla produzione di prodotti da forno, principalmente biscotti, che verranno venduti nelle botteghe che promuovono i prodotti di Libera Terra. È stato proprio don Ciotti, falcetto alla mano, il primo a raccogliere fascine di grano da donare ai numerosi presenti, simbolo di un progetto nato, cresciuto e maturato sotto il sole. Solenni le parole del Prefetto di Asti Faloni: «Solo quando tutti rispetteranno le regole ci sarà la vera libertà. Bisogna vivere nella legalità per tutelare la libertà di tutti e ricordarci sempre che nel suo nome molte persone sono morte». Presenti anche gli Ambasciatori dello sport della Città di Asti che sono stati protagonisti in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia della maratona  “La pace va percorsa”, partita da Castell’Alfero e giunta fino a Reggio Emilia, con l’obiettivo di diffondere e promuovere Libera e le attività che svolge. L’architetto Schiavetto dello studio AI2 ha presentato il progetto di ristrutturazione della Cascina, costato 1 euro («Abbiamo voluto impiegare le nostre forze in una nuova forma di volontariato»).  Il progetto prevede il pieno rispetto della struttura esistente, adattandola però alle esigenze di utilizzo della casa. Al piano terra verranno realizzati gli spazi comuni; il piano superiore sarà quasi totalmente dedicato alla realizzazione delle camere da letto che potranno ospitare un massimo di 14 persone. «Il progetto è ben più ampio. Sono previsti tre lotti, fino alla realizzazione di un’azienda agricola dove lavorare e produrre per auto finanziare le spese della casa». Il costo totale è infatti di 450.000 euro, di cui 210.000 euro già disponibili. «Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e impegnarsi per il bene comune - ha spiegato don Ciotti - Graziella Campagna, la ragazza a cui è dedicata la casa, non deve rimanere solo un nome: deve graffiare le nostre coscienze e farci capire che la legalità deve essere lo strumento principale per il raggiungimento della giustizia. Rivolgo un appello alle istituzioni, alle fondazioni, alle banche, alle Chiese: offrite il vostro contributo, perché diversamente le mafie vinceranno ancora. C’è bisogno di questa struttura, non si può aspettare”. In autunno dovrebbero partire i lavori e con la disponibilità di 450 mila euro si potrà finalmente dare avvio al progetto ospitando le prime donne vittime di dipendenze. La manifestazione si è conclusa con un rinfresco curato dalla Pro Loco di Moncalvo.

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