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Provincia, altra bocciatura per la centrale di Cereseto

Non tocca alla Regione decidere sulle sorti della centrale di Cereseto come sembrava dover avvenire bensì alla Provincia la quale annuncia la bocciatura della realizzazione dell’impianto. La Provincia ritiene che non sussistano le condizioni della legge finanziaria secondo cui, in caso di dissenso, purchè non sia quello espresso da una amministrazione statale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, o del patrimonio storico-artistico, la decisione, ove non diversamente e specificamente disciplinato dalle Regioni, è rimessa alla Giunta Regionale. «Questo perchè - dice la Provincia - tutte le amministrazioni presenti hanno espresso parere negativo in merito alla realizzazione delle opere in progetto, e pertanto sembrerebbero non sussistere condizioni di dissenso». Alla luce di quanto sopra la Provincia di Alessandria ha concluso, per quanto di competenza, con proprio atto la conferenza dei servizi negando la possibilità di rilasciare l’autorizzazione. In riferimento alla proposta della società E.R. Energia rinnovabile Cereseto Monferrato s.r.l. per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da biomassa-oli vegetali la Provincia ha convocato tre sedute della Conferenza dei Servizi il 2 ottobre 2007, il 6 marzo e il 30 luglio 2008. Erano emerse criticità dal punto di vista urbanistico, in merito alle emissioniin atmosfera e al bilancio ambientale. Più precisamente era stata accertata la sussistenza di problematiche in merito alla riclassificazione urbanistica dell’area in quanto la stessa su cui dovrebbe insistere l’impianto risulta essere al 40% circa ascrivibile in classe di pericolosità geologica III indifferenziata e quindi non edificabile. Di conseguenza, l’intervento così come è configurato, non risultava compatibile con la destinazione urbanistica del sito. Inoltre, il bilancio ambientale presentato non è stato ritenuto sufficiente a chiarire l’impatto dell’impianto sul territorio di Cereseto. «In particolare non è stato fornito un bilancio dei contributi immessi (camini riferiti al nuovo impianto, o contributo per il trasposto delle materie prime) e dei camini che verrebbero ‘spenti’ ad esempio con l’introduzione del teleriscaldamento che non è stato impiegato per fornire calore di produzione bensì calore a mero uso di riscaldamento di capannoni generando una mancata emissione soltanto per il periodo invernale». Per quanto attiene all’energia prodotta, non è stato, infine, sviluppato un piano di utilizzo del calore residuo attraverso il teleriscaldamento che avrebbe potuto essere impiegato per servire la vicina frazione di Madonnina. «In sede di Conferenza dei servizi sono stati, pertanto, acquisiti i pareri negativi dei Comuni di Ozzano, Ponzano, Treville, Terruggia, Ottiglio, Sala, S. Giorgio, Cereseto, Pontestura, Serralunga di Crea, del Parco di Crea, dell’A.R.P.A. dell’ASL di Casale. Durante la conferenza è stato, infine, acquisito il solo parere favorevole dei Vigili del Fuoco esclusivamente per quanto attiene alla compatibilità con la normativa antincendio non riferendosi alla valutazione dell’impianto nel suo reale contesto. Il consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cavallera ha presentato un’interpellanza congiunta in Provincia e Regione ponendo in rilievo come la realizzazione della centrale influirebbe negativamente sulla qualità dell’aria invitando le stesse a cercare altrove la sua localizzazione. Pier Luigi Rollino

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