Via libera al progetto di realizzazione di un parco fotovoltaico a Castagnone
di Pier Luigi Rollino
Parere positivo di compatibilità ambientale della Provincia per il progetto di realizzazione di un parco fotovoltaico a Castagnone di Pontestura denominato AL 24/A.
Il parere, deliberato mercoledì dalla Giunta provinciale presieduta da Paolo Filippi, è comunque condizionato ad una serie di prescrizioni alle quali la Società Genapie 1 s.r.l. di Torino dovrà attenersi. Tra le principali direttive prescritte dalla Provincia figurano la conformità dell’impianto alle scelte concordate il 9 settembre scorso in Conferenza dei Servizi; la potenza autorizzabile dell’impianto che dovrà essere di 4.663,152 Kwp, ovvero di 1222 stringhe di 12 moduli fotovoltaici ciascuna; la posa del cavidotto che dovrà essere collocato alla metà della carreggiata a non meno di 1,30 metri dal bordo estremo della pavimentazione bitumata.
La società proponente dovrà anche provvedere alla ripavimentazione completa della viabilità provinciale interessata previa fresatura della stessa limitatamente ai tratti che attraversano i centri abitati e in quelli indicati dall’Ente.
Ai fini di contenere gli effetti sul traffico, scavi e ripristini dovranno essere eseguiti con la collocazione di semafori con tratti lunghi non più di 200 metri. Particolare cura - recita poi la delibera della Giunta provinciale - dovrà essere posta nella posa della condotta in corrispondenza delle opere sulla Stura e sul rio Colobrio al fine di evitare danni alle strutture preesistenti.
Dovranno altresì essere adottate tutte le misure necessarie al fine di evitare la dispersione delle polveri durante i lavori.
Regolate anche le luci: per minimizzare l’impatto luminoso notturno, la scelta dell’impianto dovrà prediligere l’adozione di un sistema con sensori che non preveda l’accensione continuativa ma che si attivi solo in caso di emergenza.
Ai fini dell’autorizzazione occorrerà adesso il parere urbanistico formale del Comune di Pontestura, poi toccherà alla Dirigenza competente.
Monferrato Pulito, commenta: «Il parere favorevole alla V.I.A., la Valutazione d’Impatto Ambientale, era ormai scontato visto che alla Conferenza dei Servizi tutti gli enti tecnici avevano in pratica dato il loro consenso all’ultima versione ridotta del progetto. Noi, da sempre, contestiamo impianti di grosse dimensioni: siamo finora stati gli unici, in tutta la provincia, a far bocciare, con il sostegno del sindaco, un impianto fotovoltaico a Quargnento su 18 ettari. Per questo, fin dall’inizio, con il Parco di Crea, abbiamo lottato anche contro quello enorme di Castagnone, su ben 23 ettari. Il risultato finale è che la superficie è scesa da 23 a 7,5 ettari, è stata salvata la parte collinare più impattante, eliminati 586 inseguitori solari di 100 metri quadrati l’uno come pure le enormi piattaforme di cemento, imposti pannelli fissi legati al terreno con pali metallici a vite, senza cemento nè opere di scavo, tolta l’illuminazione fissa notturna».
Monferrato Pulito è soddisfattto però a metà: «Neanche per sogno - aggiungono a Monferrato Pulito - perchè, pur producendo energia pulita per 1800 famiglie, si tratta sempre di un progetto che per noi era e resta ancora spropositato nelle dimensioni e sbagliato nella localizzazione. Se nemmeno Sovrintendenza e Ministero dei Beni Culturali, con i loro poteri, sono stati in grado di bloccare il progetto, la nostra lotta almeno un risultato importante lo ha raggiunto: l’essere riusciti, dopo il mancato obiettivo della bocciatura, almeno ad ottenerne una drastica riduzione e l’adozione di soluzioni tecniche in grado di mitigarne fortemente l’impatto visivo per la popolazione circostante e per lo stesso Parco di Crea».
Per Monferrato Pulito sono stati la legislazione vigente che ne favorisce l’intallazione senza limiti e l’inesistenza di vincoli di tutela sul territorio scelto e la ua esclusione dalla moratoria regionale sul fotovoltaico a non aver permesso, all’associazione stessa, di far bocciare l’impianto di Castagnone.
Sono stati viceversa l’azione concorde con il Parco di Crea, il sostegno di Serralunga, Cereseto, Ponzano e della minornza consigliare di Pontestura, il parere negativo dell’ARPA sulle dimensioni iniziali dell’impianto e la mobilitazione popolare ad aver influito sulla forte riduzione dell’impianto stesso.
Il sindaco Franco Berra: ‘Territorio tutelato’
Soddisfatto il sindaco di Pontestura Franco Berra sul parere positivo di compatibilità ambientale (V.I.A.) espresso dalla Provincia: «Abbiamo ottenuto il massimo - dice il primo cittadino - essendo state accolte le indicazioni che erano state avanzate nel corso dell’incontro finalizzato alla predisposizione del progetto integrativo. Con la riduzione dell’impianto è stato da una parte tutelato il territorio e, in particolar modo, l’area collinare a ridosso del santuario di Crea, e dall’altro sono stati anche soddisfatti gli interessi del Comune che andremo ad indicare prossimamente in sede di convenzione con la società proponente tra cui l’applicazione dell’ICI, il ‘giusto indennizzo’ per le casse municipali. Direi - conclude Berra - che complessivmente il territorio è stato rispettato. Questo anche con la collaborazione dei Comuni limitrofi».