Oltreponte: 41 condomini dicono di no ai cassonetti
di Pier Luigi Rollino
Continuare la protesta in maniera civile e coesa, con fermezza, restando però nei binari della correttezza. Almeno per il momento, in attesa delle contromosse dell'amministrazione comunale, dopodiché, se la contesa assumerà connotati aspri, non verranno tralasciate forme clamorose di disobbedienza tra cui la deposizione dei rifiuti in piazza Castello o altrove.
Giovedì, ad Oltreponte, a fare il punto sulla situazione rifiuti, sono intervenuti gli amministratori di condominio Andrea Ginepro e Anna Rita Godino, che rappresentano tantissimi condomini del quartiere – quarantuno in tutto, l'80% - che hanno scelto di non ritirare i cassonetti e di bocciare il metodo del porta a porta.
A tutelare legalmente i condomini sarà l'avvocato Alberto Cattaneo. «Un simile sistema - ha detto Ginepro - imposto, ci ha dato fastidio. Adesso l'importante è rimanere uniti, forse qualcosa possiamo ottenerlo ancora. Le delibere condominiali sono valide, difendono i vostri diritti».
In sintonia Godino: «Consegnano i cassonetti senza preavviso, e quello che è grave è che non ci hanno permesso il dialogo».
Alle oltre duecento persone presenti nel salone dell'Oratorio interessava sapere se i cassonetti nei cortili possono essere imposti.
Risposta fornita dal legale, il quale ha passato in rassegna il concetto della inviolabilità della proprietà privata. «Occorre restare nella legalità - ha esordito Cattaneo - gli amministratori, con le delibere condominiali, hanno scelto questa via. Acquistando un immobile, si acquisiscono anche le parti comuni. È come se parte del cortile fosse occupato da un'auto di altri. Si tratta di un'imposizione che può solo trovare fondamento con un'azione espropriativa. Cosmo, ente paritetico con i privati, non ha potere autoritativo. La situazione cambierebbe se ci fosse un'ordinanza del sindaco, ma visto che non c'è nessuno può imporre agli abitanti del quartiere di ritirare i cassonetti e nemmeno di collocarli all'interno delle proprietà se gli inquilini non li desiderano».
Cosa dobbiamo fare?
«Rifiutando i cassonetti e avvisando gli amministratori condominiali che sono i responsabili delle decisioni adottate nelle assemblee». All'avvocato Cattaneo è stata conferita procura di consulenza e assistenza.
Quando toglieranno i cassonetti, come dovremo comportarci?
«Andremo tutti a portarli in piazza Castello o perchè no a Palazzo San Giorgio o direttamente alla discarica, con una marcia pacifica – ha detto Massimo De Bernardi del Coordinamento Provinciale 'Sì differenziare – no porta a porta' da mesi in prima linea per cercare soluzioni alternative al sistema adottato dal Consorzio Casalese Rifiuti e dal Comune per far decollare la raccolta differenziata - quelli del Valentino vengono a portarceli qui e nessuno ci impedirà di portarli altrove. Però – ha aggiunto De Bernardi – chi ad Oltreponte è di idea contraria non dovrà temere nulla in quanto non è obbligato a comportarsi come la stragrande maggioranza dei residenti che hanno scelto la strada della protesta».
Ha aggiunto Giorgio Ginepro, amministratore di condomini: «Il Comune parlava di soluzioni condivise, ma quale condivisione se ci impongono i cassonetti nei cortili?».
All'ingresso di molti condomini di Oltreponte sono affisse le delibere assembleari sottoscritte dagli amministratori con le quali si è deciso di non accettare la consegna dei cassonetti.