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Guardia Medica, in Monferrato è un tour de force!

Dal 23 al 1° gennaio, 374 accessi in ambulatorio e 185 visite a domicilio

Tempo di feste, tempo di malanni. Forse anche troppi… Partiamo dai dati: in soli pochi giorni a cavallo del Natale, dal 23 al 26 dicembre, sono afferiti all’ambulatorio della Guardia Medica di Casale Monferrato 216 pazienti e sono state effettuate 94 visite domiciliari, tra il 30 dicembre e l’1 gennaio 140 visite ambulatoriali e 71 domiciliari; in totale, dal 23 dicembre all’1 gennaio, gli accessi sono stati di 374 pazienti visti in ambulatorio e 185 al domicilio. Numeri elevatissimi. Facciamo il punto con Marco Bidoggia, uno dei medici di Guardia a Casale.

«Finite le feste ci siamo confrontati tra colleghi: siamo sfiniti – commenta il dottore – la mole di lavoro durante le feste è stata enorme. Qualcuno dice di non essere riuscito, nonostante l’impegno, a visitare tutti i pazienti durante il proprio turno: alcune visite sono state differite e per questo motivo sono arrivati diversi insulti. Io ero in servizio il giorno della vigilia di Natale: ho registrato più di 60 accessi, c’era la fila fuori dall’ambulatorio (non ho avuto nemmeno il tempo di pranzare), mentre il mio collega per dodici ore ha portato a termine senza sosta le visite domiciliari più urgenti. Il 25 notte ero di nuovo in servizio, ho anche avuto per qualche ora dei problemi tecnici con il telefono di guardia e mi sono preso una lavata di capo dai colleghi del Pronto Soccorso».

L’equipe di Guardia, a Casale Monferrato, consta di 2 medici per il turno diurno (8-20) e uno solo in quello notturno (20-8) per un territorio di oltre 350 km quadrati e più di 55mila persone. In un tale contesto diventa indispensabile il discernimento a fronte di un non sempre corretto uso del servizio di continuità assistenziale da parte dei pazienti: «Abbiamo ricevuto ogni genere di telefonata – ci racconta Bidoggia – nella maggior parte dei casi si è trattato di pazienti con febbre e tosse: sono sindromi da raffreddamento di origine virale, non è necessaria l’antibioticoterapia né l’intervento del medico e generalmente si risolvono nel giro di quattro, cinque giorni. Pochissimi purtroppo si fidano dei nostri consigli telefonici, esigono tutti una visita domiciliare immediata». Il punto evidente, però, è che è materialmente impossibile visitare tutti: «Se quei sessanta accessi ambulatoriali fossero state visite domiciliari, non sarebbero bastate trenta ore per terminarle tutte. Le domiciliari – spiega il dottore – sono riservate per i casi di effettivo bisogno e se possibile invitiamo gli utenti a venire in ambulatorio. Qualcuno accetta volentieri, molti controvoglia. Molti rifiutano, altri ci insultano in modo più o meno velato non capendo che di notte, ad esempio, c’è un solo medico che copre un territorio che va da Altavilla a Villanova, da Giarole a Coniolo, da Frassineto a Ozzano. Non capiscono che tra un raffreddore e un sospetto edema polmonare acuto, quest’ultimo ha la precedenza».

Ecco, dunque, l’appello del dottor Bidoggia, a nome di tutto lo staff di Guardia Medica: «Nonostante la grave carenza di medici, le limitatissime risorse a nostra disposizione e grazie all’attenzione del direttore del Distretto dottor D’Angelo verso tali problematiche, cerchiamo di fornire ogni giorno un servizio al meglio delle nostre possibilità, un servizio gratuito del quale nessuno dovrebbe mai abusare. Ricordatevelo, la prossima volta che ci chiamerete».