Gioco d’azzardo piaga sociale: giovedì 20 giugno incontro dibattito con la Diocesi di Casale e l'associazione Libera
di Mattia Rossi
Sarà il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, il relatore dell’incontro-dibattito “Il ‘legale’ illegale. L’azzardo non è un gioco”, organizzato dai servizi per la pastorale della cultura, dei giovani, della scuola e delle comunicazioni sociali della Diocesi di Casale in collaborazione con l’associazione casalese Libera-Presidio Totò Speranza. L’evento, che si terrà all’auditorium San Filippo giovedì 20 giugno alle 21, è stato presentato, con una conferenza stampa nei locali dell’ex Seminario.
Alberto Baviera, in apertura, ha sottolineato come il tema del gioco d’azzardo e del proliferare delle sale da gioco in città stia diventando tutt’altro che trascurabile: «Ad una conta piuttosto sommaria, ho rilevato quasi una decina di sale gioco solamente sul territorio di Casale, ma anche molti paesi del circondario ne sono dotati. Il tutto trascurando i numerosissimi bar e tabaccherie che hanno macchinette al loro interno».
Il responsabile della Pastorale della Cultura, Riccardo Calvo, ha posto l’accento sulla dimensione economica e civile del fenomeno: «In questo ambito - ha detto Calvo - girano un centinaio di miliardi di euro: non si capisce la decisione dello Stato di non tassare questi giochi! Esiste, evidentemente, un problema non solo economico, ma di “bonifica culturale” del nostro Paese». Calvo, inoltre, portando come esempio la città di Pavia, capofila nella lotta alla sale gioco e amministrata dal centrodestra, ha richiamato come, su questi temi, possa esserci un’ampia convergenza di tutte le forze politiche.
Hanno, poi, fatto seguito gli interventi di presentazione di Edda Gastaldi, che ha testimoniato le preoccupazioni del mondo sanitario per il costante aumento di casi di ludopatia, e Michele Gozzelino (Libera) che, con dati alla mano, ha mostrato come questo «problema sociale» sia «un meccanismo debole che non rimette in circolo nessuna ricchezza».
Presenti anche don Roberto Gorgerino, per la Pastorale giovanile, che si è complimentato per una iniziativa che ha il merito di «tenere accesi i riflettori su problemi devastanti per l’educazione delle nuove generazioni», e don Samuele Battistella, per la Pastorale scolastica, il quale ha proposto che tale attenzione verso questo nuovo fenomeno potrà costituire «un punto di partenza comune concreto da incastonare nel prossimo quinquennio improntato sul dialogo chiesa-città».