Articolo »
Personaggi
Da Moncalvo la bruschetta monferrina negli USA. La storia del Beppe Granieri
Per anni ha dato forma e stile alle acconciature delle signore della cittadina aleramica
Ha compiuto 85 anni il 25 febbraio scorso. E’ stato un protagonista della vita moncalvese a centottanta gradi: dal folclore al tamburello, dai piaceri della tavola al culto del fascino femminile, esteta e interprete in tante avventure vissute allo stato brado che hanno fatto di lui uno dei personaggi più conosciuti e sorprendenti di questo angolo di Monferrato. Come si fa a non ricordare questo compleanno di Beppe Granieri?
Per anni ha dato forma e stile alle acconciature delle signore della cittadina aleramica e dei paesi del comprensorio che affollavano il suo negozio. Prima in via Cissello, poi dal 1964 in piazza Romita, nel cuore del Dazio. “Sono stato il primo monferrino ad andare nell’atelier di Luc Traineau sugli Champs Elysées di Parigi per imparare le ultime tecniche della messa in piega, oltre a dare, fra queste colline, un nome francese al mio negozio: si chiamava ‘Coiffeur pour dame’”, spiega Granieri. Ma questo è solo l’inizio.
L’esuberanza del coiffeur si sarebbe cimentata in ben altre sfide. Battuta pronta, risata contagiosa, personalità vulcanica. Foulard colorato al collo, giaccone stile british, berretto a quadri che lo fa somigliare a un gentleman di sua maestà britannica, “il Beppe” – come lo chiamano i moncalvesi – ha più di una storia da raccontare. Primo capitolo. Appassionato di cucina e di tradizioni monferrine, ha inventato una ricetta personale, inedita e rigorosamente segreta della bruschetta che ha portato in giro con successo per il nord Italia e addirittura negli Stati Uniti.
“Non sono un cuoco professionista – spiega – mi limito a seguire il mio estro e a cercare pazientemente fra le ricette dei nostri nonni, che la sapevano lunga: piatti semplici, pochi ingredienti ma con risultati strabilianti”.
Il Beppe è inventore della “Bruschetta alla San Francesco”, la cui fama, arrivata negli States, ha mandato in visibilio la comunità italiana della Florida. Nell’agosto del 1984 si è visto recapitare a casa una lettera: “Caro Beppe, abbiamo saputo che lei cucina un piatto fantastico, ci darebbe la ricetta della sua famosa bruschetta?”. Risposta: “La ricetta è segreta. Ma posso fare di meglio: se volete vengo lì a cucinarvela io”. Così ha preso l’aereo ed è partito con una borsa carica di prodotti e specialità monferrine tra cui le 16 erbe segrete “che vado a raccogliere al mattino, quando sono innaffiate dalla rugiada. Le metto in infusione con un condimento speciale di mia invenzione a base di aglio e poi le lascio macerare”.
Atterrato in Florida ha subito impartito gli ordini: padella gigante, olio, pane casareccio tagliato a fette. Aglio e erbe le aveva portate da Moncalvo. Risultato: una miscela incandescente che sprigiona vigore e incendia il palato. “Li per lì ero un po’ perplesso – confida il Beppe a distanza di 35 anni –, gli americani erano abituati ad hamburger e patatine fritte, all’immancabile apple pie (la torta di mele): come avrebbero reagito di fronte alla mia bruschetta?”. Nell’unico modo possibile: con una standing ovation da urlo, che vuol dire acclamazione totale e definitiva.
Vestito da san Francesco con tanto di saio, cintura nodosa di corda ai fianchi e sandali ai piedi, Beppe ha galvanizzato per dieci giorni la comunità italo-americana della Florida. Ha cucinato all’hotel Hilton di Daytona, ha illustrato i pregi della cucina povera del Monferrato e lasciato un quaderno pieno di ricette della nostra tradizione culinaria.
Ma che cosa c’entra il poverello d’Assisi con la bruschetta? “La leggenda – spiega Granieri – dice che durante il pellegrinaggio di San Francesco a Roma, sotto il papato di Innocenzo IV, il santo si fosse lamentato del cibo. ‘Perché continuate a servirmi questo pane intinto nell’acqua’? Disse al confratello. ‘Dove le trovo le energie per proseguire il cammino’? Il discepolo, allora, con le cose che aveva nella bisaccia diede vita alla bruschetta”.
I tour culinari del Beppe sono stati parecchi. Monferrato, Langhe, Venezia, Aosta, il Carnevale di Ivrea, Firenze. Nelle sagre monferrine lo chiamavano il “bruschettaro hawaiano”: aveva sostituito il saio francescano con una variopinta camicia delle isole Hawai, tanto che un musicista, entusiasta della sua ricetta, compose per lui una canzone con tanto di testo e musica, il cui spartito Beppe custodisce gelosamente insieme ai ritratti, le fotografie e i regali ricevuti durante gli anni della sua cucina ruggente.
Ma il coiffeur non è soltanto un esteta del gusto. E’ anche un salutista convinto, sostenitore dell’alimentazione sana e implacabile nemico della vita sedentaria. “Ho sempre seguito il precetto del padre della medicina, il greco Ippocrate: il camminare è la miglior cura per il corpo e per l’anima”. Undici anni fa, durante la camminata mattutina sulla strada che va da Moncalvo ad Alfiano Natta, un’auto ha investito il Beppe lasciandolo malconcio e svenuto in un fosso. Soccorso da un passante, è stato ricoverato d’urgenza al pronto soccorso in codice rosso e in gravi condizioni. E’ stato operato, ha affrontato lunghi mesi di riabilitazione, ma grazie al suo fisico integro di sportivo rimasto fedele alla regola di vita che si era imposto, ha recuperato in pieno le forze.
“Da allora ho dovuto rallentare con gli impegni culinari”, dice. Oggi è il camminatore più anziano del gruppo astigiano di Nordic Walking, la camminata nordica che si fa utilizzando bacchette simili a quelle usate nello sci di fondo. E le bruschette? “Ogni tanto le preparo con gli amici e in famiglia, anche se mia moglie Fiorenza mi dice sempre che se esagero con l’aglio mi spedisce a dormire sul divano!” Il segreto per essere così in forma alla sua età? “Il mio precetto è semplice: attenti, ne uccide più la tavola della spada. Quindi datevi una regolata, mettetevi a camminare e seguite una dieta sana. A base di cipolle e di aglio, naturalmente!”
Profili monferrini
Questa settimana su "Il Monferrato"







