La Giunta provinciale, presieduta da Paolo Filippi, su proposta dell'assessore all'Ambiente Renzo Penna, ha ribadito il proprio dissenso riguardo le procedure di esproprio e l'ottenimento della concessione mineraria della cava in località Moleto del Comune di Ottiglio, fino a quando saranno svolte le verifiche sulla fonte termale e rilasciate le autorizzazioni richieste dalla società Fonte Curella s.r.l. volte ad ottenere un permesso di ricerca della durata di tre anni, allo scopo di studiare ed individuare falde termali sul territorio situato nei Comuni di Ottiglio, Olivola e Frassinello.
I tre Comuni, insieme alla Comunità Collinare di Munfrin, si sono opposti all'istanza presentata alla Regione Piemonte dalla Società Cementi Victoria S.p.A. affinché i terreni compresi nel perimetro della cava siano espropriati e consegnati per l'esercizio delle attività di cava, manifestando, invece, la propria approvazione circa la realizzazione del progetto "Terme Curella", in vista di un rilancio turistico del territorio.
Valutazione positiva sempre da parte della Provincia di Alessandria sulla compatibilità ambientale del progetto di rinnovo con variante ed ampliamento dell'attività estrattiva riguardante la cava di argilla situata in località Molino, nel Comune di Ottiglio.
A dare parere favorevole alla realizzazione del progetto presentato dalla ditta ottigliese Fornace Calandra, situata sul territorio comunale fuori dall'abitato è stata nelle scorse settimane la Giunta provinciale, che ha formalizzato la decisione su proposta dell'Assessore provinciale all'Ambiente, Renzo Penna.
Via libera dunque, secondo le modalità e tempistiche indicate nella documentazione integrativa prodotta, all'attuazione del progetto consistente nella coltivazione di una cava di argilla su terreni che rientrano, in parte, in un'area di precedente autorizzazione e, in parte, su una superficie di recente acquisizione. «L'intervento - si legge nel testo della Provincia di Alessandria - prevede una durata di dieci anni, mentre il recupero ambientale punta sulla restituzione dell'area ad uso naturalistico con la realizzazione di un impianto di specie arboree ed arbustive, adottando moderne tecniche di ingegneria naturalistica nelle zone più ripide».