Interventi nell’alveo del Po a Crescentino. Tanti detriti sotto il ponte Trino-Camino
Nella seduta del Consiglio regionale del 31 gennaio è stata approvata la proposta che ridefinisce l’ambito territoriale di competenza dell’Aipo.
Il provvedimento modifica l’ambito territoriale di competenza dell’Agenzia interregionale per la gestione del fiume Po, come concordato nel 2008 tra l’Agenzia e gli enti che l’hanno istituita, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Si tratta di una razionalizzazione delle competenze: in pratica rimarrà all’Agenzia la gestione degli argini del fiume Po e dei principali affluenti compresi i punti più critici rispetto alla messa in sicurezza del territorio durante le piene del più lungo fiume d’Italia.
I corsi d’acqua secondari e più distanti dal Po saranno seguiti dalle strutture regionali dislocate nelle varie province. Per questo motivo l’Aipo trasferirà alla Regione Piemonte la somma annua di 700mila euro per il 2012, 2013 e 2014 per permettere alla strutture regionali preposte alle opere pubbliche e alla difesa del suolo di eseguire gli interventi ordinari di manutenzione nei tratti di territorio passati sotto la competenza della Regione. Come previsto dall’atto deliberativo, gli interventi saranno oggetto di un programma di manutenzione predisposto dall’esecutivo regionale. L’Aipo ha sede a Parma ed è presente nel territorio piemontese con tre uffici decentrati a Moncalieri, Alessandria e Casale.
E sul fronte degli interventi sul Po ci arriva, via email, una segnalazione di un nostro lettore,
Dario Venesia: «Nei giorni scorsi transitando sul ponte di Crescentino ho pensato che in Italia stia iniziando a cambiare qualcosa. Finalmente dopo 30 anni ho rivisto un escavatore nell’alveo del fiume che ripuliva le arcate dai detriti portati dalle alluvioni e abbassava il livello di circa un metro della ghiaia presente sotto e in prossimità delle arcate. Che sia veramente la volta buona che non si dia più seguito a pseudo ideologie ambientaliste e finalmente si torni a fare la manutenzione di tutta l’asta fluviale come hanno fatto per migliaia di anni i nostri avi?».
A Trino, invece, proprio in settimana si tornerà a parlare dello scolmatore, mentre per quanto riguarda la pulizia l’ultima piena del Po ha lasciato una situazione critica sotto il ponte tra Trino e Camino.