In classe con 13 gradi. La protesta degli studenti di Casale
di Alberto Marello
Gli effetti della Spending Review cominciano a farsi sentire direttamente sui cittadini. Ne sanno qualcosa gli studenti del Liceo Classico che ieri, lunedì, hanno visto il mercurio del termometro fermarsi a quota 13 gradi e non andare oltre.
I giovani, in un primo momento, hanno minacciato di interrompere le attività scolastiche, uscire da scuola e fare sciopero.
Alla fine, però, è prevalso il senso di responsabilità («anche se l’ambiente era invivibile») perché, spiega il rappresentate d’Istituto Filippo Morello, «questa situazione non deve essere un pretesto per stare a casa». Insomma, se i ragazzi si muoveranno lo faranno solo per ottenere un risultato: non dover andare a scuola con le coperte com’è accaduto negli ultimi giorni. Ieri un paio di gruppi del Classico sono stati spostati in altre classi del plesso di piazza Castello e la situazione è stata parzialmente risolta.
Ora, la Provincia di Alessandria, responsabile degli edifici delle Superiori del territorio, dovrà tener conto della “segnalazione di criticità” avanzata dall’Istituto Balbo, interagire con la ditta appaltatrice del servizio, la Global Service di Genova, e far sì che il clima nell’edificio torni, almeno, all’interno dei parametri di legge: 18 gradi.
La temperatura registrata ieri, potrebbe anche essere attribuita alla decisione di spegnere l’impianto (per risparmiare!) durante il weekend.
In questo modo, però, si ottengono effetti che sono contrari e contrastanti: la temperatura, dopo un giorno e mezzo di stop, fatica a scaldare gli ambienti in breve tempo (poi ancora in edifici che hanno più di 50 anni!), il consumo del carburante avviene comunque e chi sta a scuola batte i denti. Nessuno discute la decisione di ottimizzare i servizi e di risparmiare dove possibile, ma la cosiddetta “razionalizzazione” deve essere fatta con senno, altrimenti il servizio erogato diventa totalmente inefficiente e dunque di per sé spreco.
«Valuteremo lo stato delle cose nei prossimi giorni - ha detto Morello - e poi valuteremo cosa fare. Per il momento non c’è l’idea di una mobilitazione ufficiale».
«Apprezzo la buona volontà e lo spirito dei ragazzi - ha commentato il preside Riccardo Calvo - È giusto protestare ed è altrettanto corretto cercare una soluzione in modo civile. Ci era stato garantito un certo comfort termico e ora deve essere rispettato». Non resta che attendere... ben coperti.