L’articolo di Claudio Martinotti, «Mercurino unisce Ozzano e Breme» pubblicato da “Il Monferrato” il 29 luglio scorso denuncia che figure come Mercurino Arborio di Gattinara, un personaggio di indiscutibile interesse, sono trascurate a livello editoriale e non considerati dai mass media. E auspica che i territori di Breme e Ozzano, legati alla memoria del cancelliere di Carlo V, diventino protagonisti di una riscoperta del personaggio storico di Gattinara.
Sono d’accordo con lui ma vorrei far notare ai fortunati appassionati di storia, a noi happy few, che negli ultimi dieci anni c’è stata una vera e propria rinascita di studi intorno alla figura di Mercurino Arborio di Gattinara e che alcuni storici di fama internazionale hanno scritto – bene – di lui.
Molto è stato fatto dall’Associazione Culturale di Gattinara. Già dal 1980, nel 450° anniversario della morte di Mercurino, l’Associazione organizzò un importante convegno. Nel 2000, sulla scia degli eventi organizzati nel quinto centenario della nascita di Carlo V, caratterizzato da importanti congressi a Madrid, Bonn, Bruxelles e Roma, Gattinara si inserì intelligentemente in quel contesto con una “Conferenza Diplomatica Internazionale” su “Mercurino, Carlo V e l’Europa”.
L’imperatore, infatti, erede della tradizione dei cavalieri borgognoni, s’ispirò ai principi d’Erasmo da Rotterdam, ma fu il piemontese Mercurino Arborio, marchese di Gattinara, a fornire concettualmente al potere imperiale la “visione di una politica universale” (come notò Karl Brandi, tra i maggiori biografi di Carlo V).
Pierpaolo Merlin in La forza e la fede. Vita di Carlo V pubblicato da Laterza nel 2004, nota: “Mercurino era venuto in contatto durante l’esperienza di governo nella Franca Contea con la scuola giuridica di Dôle che riproponeva la concezione dell’imperatore come dominus mundi desunta dal diritto romano. Attento lettore di Dante, ne aveva ripreso gli ideali espressi nel De Monarchia, ma al tempo stesso aveva concepito un modello politico che ispirandosi alla riflessione degli umanisti sottolineava il ruolo centrale che l’Italia avrebbe dovuto svolgere nell’Impero”.
Jean-Michel Sallmann ha scritto: “Gattinara ispirò la politica imperiale di Carlo V. Gli suggerì in particolare di non abbandonare mai la Borgogna e fu il principale ideatore del trattato di Madrid. Dopo l’elezione imperiale, galvanizzò la Castiglia perché accettasse la sua nuova vocazione imperiale. Redasse il discorso che Carlo pronunciò alle Cortes di Santiago in risposta a quello del vescovo Mota che domandava al re di occuparsi in primo luogo del suo regno. Vi presentava Carlo V come un nuovo Carlo Magno, ancor più potente dell’imperatore carolingio”.
Jean-Michel Sallmann è professore di storia moderna all’Università di Parigi X-Nanterre e studioso di storia italiana dal XVI e XVII fino alla colonizzazione del Nuovo Mondo.
Tra le sue pubblicazioni tradotte in italiano spicca la bella sintesi su Carlo V pubblicata da Bompiani nel 2000 e nel 2003, dove sono dedicate importanti pagine su Mercurino Arborio di Gattinara.
Il sottoscritto recensì su “Il Sole-24Ore”, il 31 agosto 2003, lo studio di Sallmann. Notai, tra le altre cose, che «Il piemontese, gran cancelliere dell’imperatore, meriterebbe di essere studiato sotto il profilo della storia delle dottrine politiche».
Nel 2004 incontrai Martin d’Autriche-Este, nipote di Carlo I d’Asburgo, l’ultimo imperatore d’Austria-Ungheria. L’incontro avvenne a Sartirana Lomellina, dove Martin dirige una tenuta agricola, eredità materna (la madre di Martin, Margherita di Savoia-Aosta, è figlia d’Amedeo di Savoia, III duca d’Aosta, il viceré d’Etiopia, morto a Nairobi, dopo la resa sull’Amba Alagi). Da quell’incontro prese forma l’idea di un convegno su Mercurino Arborio di Gattinara, che a Sartirana ebbe il suo prezioso feudo, il 27 luglio 1522, da Francesco II Sforza (il feudo fu riconfermato a Mercurino dall’imperatore Carlo V, il 12 dicembre 1522, la donazione fu accresciuta nel 1529 con altre terre).
Convinto che Mercurino dovesse essere studiato “sotto il profilo delle dottrine politiche” e sostenuto dall’amicizia e dall’energia di Martin, organizzai nel 2006 il Convegno Internazionale “Mercurino Arborio di Gattinara e l’Impero di Carlo V”.
Devo molto agli amici Massimo Firpo e Franco Cardini che mi misero in contatto con studiosi curiosi di approfondire lo studio su Mercurino, come Enrico Stumpo, Pierpaolo Merlin e Alfredo Pasquetti. Si costituì un importante gruppo di storici, e il convegno curato dal sottoscritto, fu arricchito dalla presenza di studiosi di diversa formazione come Aldo A. Mola, Robertino Ghiringhelli, Fulvio Salimbeni e Maurizio Cassetti.
L’idea partita da Sartirana Lomellina contagiò subito gli amici di Gattinara (sì lo sono perché sono persone speciali e aveva ragione Mario Soldati ad appassionarsi al territorio di Gattinara, e non solo per il prezioso vino…). Da Gattinara l’idea volò anche a Valenza.
Il comitato promotore ebbe come presidente, ça va sans dire, Sua Altezza Imperiale Martin d’Autriche-Este. Devo molto all’entusiasmo di Luisa Cerri, presidente dell’associazione Culturale di Gattinara, e di Ernesto Prevedoni-Gorone, vicesindaco di Sartirana Lomellina, se alcuni studiosi di Valenza, come Gianni Manfredini, Carlo Dabene e Lia Lenti, accolsero favorevolmente il progetto. Avrei voluto la partecipazione anche di Ozzano e Breme all’evento, ma i contatti che il comitato promotore prese con altri comuni non ebbero successo.
Il convegno del 2006 fu un grande evento, sia per la partecipazione di pubblico che per la copertura che ebbe tra i mass media. La Stampa e Radio24 dedicarono ampi spazi a Mercurino e al convegno. L’evento del 2006, “Mercurino Arborio di Gattinara e l’Impero di Carlo V” ebbe il merito di interessare due regioni, Lombardia e Piemonte che patrocinarono e sostennero economicamente l’iniziativa. Il convegno è stato il tentativo - riuscito - di porre alla ribalta per tre giorni una delle figure più eccezionali del Rinascimento: il piemontese Mercurino Arborio di Gattinara, il Gran Cancelliere dell’imperatore Carlo V.
Tre centri delle province di Alessandria, Pavia e Vercelli - Valenza (sabato 6 maggio 2006), Gattinara (sabato 20 maggio 2006) e Sartirana Lomellina (domenica 21 maggio 2006) -, accomunati da un legame storico con Mercurino, sono stati protagonisti di un grande convegno. Vi hanno partecipato 30 studiosi, tra i quali Jean-Michel Sallmann e Pierpaolo Merlin.
In un periodo storico in cui si parla spesso di “radici perdute dell’Europa”, il convegno ha riscoperto la personalità del gattinarese: una delle più rilevanti dell’Europa del Cinquecento, inquadrandola nella cornice del suo tempo, con un’attenzione particolare alla società e all’arte dell’Impero di Carlo V.
Ora si pubblicheranno gli Atti del Convegno del 2006. Sallmann ha già consegnato un bellissimo testo dal titolo Comment Charles Quint concevait-il son empire ?
Sallmann osserva, a proposito di Carlo V e dell’influenza che ebbe Mercurino sull’impero: « C’est d’ailleurs au cœur de ces années triomphales que vient rayonner la figure de Mercurino Arborio di Gattinara, qui fut bien plus que le chancelier impérial. Après la mort de Chièvres en 1521 dont la politique timorée visait à préserver l’entente avec le royaume de France, Mercurino devint l’inspirateur d’une politique impériale plus agressive tournée vers la monarchie universelle. »
Sallmann propone un lungo studio su Mercurino e il suo decisivo apporto alla “macchina imperiale”. Altri contributi possono essere inseriti, magari pensando ad un impegno futuro non solo con Gattinara, Sartirana e Valenza, ma anche con Breme e Ozzano.