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  • 19 marzo 2010
  • Casale Monferrato

“I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana”, il libro di Pansa - Un inizio casalese (e altre citazioni)

Ottobre 2009, Nave Costa Luminosa in mezzo all’Atlantico (da Madeira a Malaga) con un gruppo di crocieristi de Il Monferrato-Stat il discorso scivola sui casalesi illustri e su Giampaolo Pansa. Squilla il telefonino, come da trasmissione del pensiero: “Senti sono Giampaolo, c’è ancora il carcere alla fine di via Corte d’Appello, dove abitavo io?”. Con noi il giornalista-scrittore ripassa un po’ di toponomastica casalese, giardini compresi e il discorso finisce li. Scopriamo il perchè della telefonata, oggi, con nelle mani una delle prime copie di “I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana”, il 24 marzo in libreria. E’ questo libro di Pansa una affascinante (per 515 pagine) storia recente d’Italia attraverso i dinosauri che hanno preso le redini del Paese: Fanfani, Gava, Mariano Rumor (le sue doti oratorie fanno ricordare a Pansa quelle del vescovo Angrisani), Capanna, Leone, De Martino, Mancini, De Mita, Tony Bisaglia... Un visti da vicino scorrevolissimo. Molti gli accenni per noi locali fin dall’inizio quando a Casale una baiadera comunista, “gonna a stringiculo” e calze di nylon con la riga, fa impazzire gli uomini al dancing Stella Rossa al primo piano di Palazzo Langosco (aereo di Natal Palli compreso, quello finito al Museo Caproni di Trento e che il capo di gabinetto D’Andria fa di tutto per far tornare) La bajadera, si dice, “decise di tampinare per portarselo a letto” Valter Audisio ("colonnello Valerio") il ragioniere alessandrino in quel momento consigliere comunale a Casale e attorno al quale aleggiava la fama di giustiziere del Duce (ma anche di “donne inermi”, lo apostrofò un giorno in consiglio un collega, il liberale Camillo Venesio, questa citazione è mia non di Pansa che sposa il fatto che a uccidere Mussolini non fu il colonnello Valerio ma Lampredi, del resto un giorno intervistammo il partigiano Bill che ci disse che il giustiziee era Longo...). Tornando a quel gossip del primo dopoguerra la “bajadera” non negò e non smentì. Pansa è più netto: “Era un falso... Audisio aveva una tranquilla vita famigliare tra Roma ed Alessandria accanto alla moglie Erenestina”. Riaffiora anche sempre la famiglia del nostro grande giornalista, la mamma, una bella signora titolare di Moda Pansa in via Roma, il padre, guardiafili che conserverà nella specchiera della sala la cartolina a firma Nenni speditagli dal figlio. Pansa grande inviato copre per un mese e mezzo la tragedia del Vajont e all’arrivo alla camera mortuaria trova una casalese, cugina della commessa dell maadre, alla ricerca, vana, del marito, tecnico della Marchino allo stabilimento di Castelavazzo. Amintore Fanfani (“il mezzotoscano”) è anche l’occasione per ricordare un comizio casalese del 1953 al Silvio Pellico (oggi auditorium San Filippo) quando Pansa “gobettiano” (esponente del circolo Gobetti, sodalizio attivissimo, tra i più attivi Lanfranco Giovannacci e io ero di quelli che andavo a leggere il suo giornale murale sotto i portici) viene scambiato per un reverendo per via de un impermeabile scuro. Pansa trova modo di citare don Aldo Ferrarino "sacerdote giovane e molto attivo", leader di un gruppo (MGS, ndr) in antitesi ai gobettiani. don Ferrarino, aggiunta nostra sarà poi il leade del preti contestatori in quella diocesi battezzata la Vandea del Piemonte, io mi trovai Pansa capo servizio a "Il Giorno" e mi passò alcuni pezzi sul "libretto verde" e don Pio Ottenio in prima pagina... Torniamo al libro. Gli anni bui ci sono tutti con il triste rosario delle morti e, come si diceva allora, dei gambizzati, apice il sequestro Moro e il dilemma che lacerò giornalisti e politici quello della linea dura o delle trattative che ebbe come capofila Craxi, dal congresso 1985 (quello della scenografia di Panseca) del segretario Psi troviamo un altra citazione casalese quella della presenza di Carlo Partrucco come vice presidente della Confindustria. Ma non sveliamo oltre. Appuntamento in libreria. Luigi Angelino

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Silvia Sassone

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