Nella sua Trino Alessandra Comazzi racconta 60 anni di televisione italiana
di Maurizio Inguaggiato
Un pubblico numeroso, sabato scorso, nella suggestiva cornice della manica lunga di Palazzo Paleologo ha assistito alla presentazione del nuovo libro della giornalista e critico televisivo Alessandra Comazzi, dal titolo: “La tv che mi piace”. Un omaggio ai sessant’anni (1954-2014) della televisione in Italia. Sceneggiati, quiz, varietà, reality, talent e tanti altri generi. Il Festival di Sanremo com'è dietro le quinte. Ma soprattutto storie, aneddoti, restroscena, programmi e personaggi raccontati attraverso gli occhi di Alessandra Comazzi. Nell’occasione, in maniera molto piacevole, l’autrice ha dialogato con il sindaco Alessandro Portinaro e con Bruno Gambarotta, storico personaggio Rai, azienda per la quale ha ricoperto diversi incarichi, dal cameramen all’autore di programmi televisivi di grande successo.
“Oggi per me è una presentazione emozionante – ha detto subito la Comazzi – perché avviene nella terra dei miei genitori”. Alessandra è infatti una trinese doc e proprio dalla terra di risaia ha iniziato la sua carriera che l’ha portata a diventare uno dei critici televisivi più conosciuti (e temuti) a livello nazionale. Dopo gli inizi alla Voce del Popolo e a Stampa Sera, fu assunta da La Stampa a soli 21 anni, giornalista professionista più giovane d’Italia a 23 anni, nel 1990 l’allora direttore Paolo Mieli la nomina capo servizio del settore spettacoli del quotidiano torinese. “Una carica molto ambita, tra tante firme il direttore scelse una ragazza giovane, chiedendomi solo tanta cattiveria…” Subentrò a Ugo Buzzolan, critico d’altri tempi, a cui la Comazzi ha attinto per scrivere questo libro, cercando tutte le sue recensioni, soprattutto per vedere come la televisione è cambiata dal 1954 ad oggi, passando per l’avvento delle reti private (ad iniziare da TeleBiella) e arrivando all’analogico e quindi al digitale.
“E’ stato un cambiamento anche costruttivo se vogliamo – ha spiegato la Comazzi – ma oggi il programma che devo criticare non necessariamente viene visto da chi legge il giornale. Un tempo era molto diverso, le trasmissioni venivano viste da tutti, basti pensare che Portobello era seguita da 25 milioni di spettatori”. Una curiosità è legata al famoso campione “auditel” per stabilire la popolarità delle trasmissioni oppure no. “Io ho conosciuto una delle persone che ne facevano parte, Gabriella Bosio, docente di arpa al conservatorio di Torino che nel libro racconta la sua esperienza. Ma il mio punto di vista, nel recensire un programma piuttosto che un altro, è sempre stato quello dello spettatore, avendo come punto di riferimento il tipografo di Trino (mio papà Pino) che in fondo rappresenta lo spettatore medio. Fin da piccola mi ha sempre fatto respirare l’odore del piombo e del palcoscenico, portandomi spesso a teatro, che poi sono le mie due grandi passioni”. Ci si è poi soffermati sui presentatori (“tutti grandi professionisti e perfezionisti”), uno su tutti Mike Bongiorno. “Lui il giorno che è nata la televisione c’era già, con Mille partenze. Con lui ho avuto un rapporto molto frequente, tant’è che per un lungo periodo, ogni volta che avveniva un fatto di cronaca era buona cosa sentire Mike. E lui era proprio come lo imitano. I grandi personaggi che fanno fortuna con la televisione giocano sull’uomo qualunque e sulla figura del falso intellettuale, ma di fondo hanno una grande preparazione”.
Un altro personaggio che in tivù spacca è Adriano Celentano, che Gambarotta conosce molto bene per averci lavorato in Rai ai tempi di “Fantastico”, nel 1987. “Era considerato un cavallo pazzo e mi affiancarono a lui per farlo ragionare – racconta Gambarotta – a differenza di altri presentatori aveva dei tempi anti-televisivi, si informava solo all’ultimo momento, ma per magia quando era in onda tutto filava via liscio”. Il tempo scorre via velocemente, ma in maniera piacevole ascoltando i tanti racconti dei due ospiti, mentre alle loro spalle scorrono le immagini di alcuni incontri e interviste della Comazzi con personaggi famosi.
Com’è la televisione di oggi? “L’arrivo di internet ha rappresentato un grande cambiamento del comparto informativo. Prima tutto era scandito dal palinsesto televisivo della settimana, basti pensare che Lascia o raddoppio, che nasce nel 1955, dal sabato viene spostato al giovedì dopo la sommossa dei proprietari di sale cinematografiche. Oggi tutto viene vissuto in maniera più frenetica”. Nel libro vengono rievocati personaggi e trasmissioni che hanno caratterizzato il grande cambiamento televisivo tra gli anni ‘90 e 2000. Una buona lettura per chi ama la televisione. La coppia Comazzi-Gambarotta è destinata a ritagliarsi altri spazi nel mondo dell’editoria, visto che presto uscirà il nuovo libro di Gambarotta, un romanzo ispirato al mondo della televisione, dove la giornalista trinese – ovviamente - è stata inserita nel suo ruolo di critico. In serata la Comazzi ha anche partecipato alla cena della leva 1956, di cui è madrina.