Articolo »

  • 03 marzo 2011
  • Casale Monferrato

Confessò in carcere, ritratta al processo, ma è condannato per rapina

La rapina nella tabaccheria aveva fruttato un bottino di 500 euro in contanti e diverse stecche di sigarette. La Polizia di Casale aveva individuato tre giovani quali presunti autori del colpo. Per due di loro il gip aveva emesso un’ordinanza di custodia in carcere e un provvedimento di obbligo di dimora. L’ordinanza di carcerazione aveva colpito Daniele Dipinto, 26 anni, residente a Ivrea, già in carcere (perchè sospettato di un’altra rapina) quando i poliziotti casalesi gli notificarono il provvedimento. Il colpo era stato messo a segno verso le 15,30 del 13 maggio 2010. Tre giovani erano entrati nella rivendita situata nei pressi del passaggio a livello di Porta Milano. Mentre due rimanevano nei pressi della porta d’ingresso, il terzo si era infilato dietro al banco per prendere il denaro dalla cassa. In quel momento nella tabaccheria c’era solo la titolare, Laura Rossi, 70 anni, che aveva cominciato a urlare. Il bandito allora le aveva chiuso la bocca con un a mano e l’aveva spintonata con forza facendola ruzzolare sul pavimento: nella caduta la donna aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 25 giorni. Quindi il bandito aveva aperto la cassa e arraffato tutto il denaro e anche un po’ di sigarette. Dopodichè i rapinatori fuggirono a bordo di una Fiat Punto scura, dileguandosi. Lo stesso giorno l’auto era stata segnalata, qualche ora prima, a Olcenengo, in provincia di Vercelli, dove il parroco della chiesa Santi Quilico e Giuditta, don Bruno Capuano, aveva messo in fuga tre individui che stavano cercando di forzare la cassetta contenenti le offerte. Stamani il sacerdote ha testimoniato in aula al processo che vedeva imputato Daniele Dipinto. Dei suoi due presunti complici, uno ha patteggiato mentre per l’altro c’è un procedimento in corso. Don Capuano aveva rinosciuto Dipinto dalle foto segnaletiche che gli avevano mostrato gli investigatori. Tuttavia in aula ha dichiarato di «non avere la certezza che si trattasse proprio dell’imputato che ho di fronte». Poi è stato lo stesso imputato ad essere sentito dai giudici e dal suo difensore. Daniele Dipinto, che aveva confessato davanti al gip che lo aveva interrogato in carcere, ha ritrattato tutto in aula. «Era stato un compagno di detenzione che era in isolamento come me a consigliarmi di confessare anche se non avevo commesso la rapina», ha spiegato Dipinto. la sua versione non è stata creduta e il giovane è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione e 1500 euro di multa. Il giudice Antonio Marozzo gli ha concesso di scontare la pena agli arresti domiciliari.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Samuele Mezzano

Samuele Mezzano
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!