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Gabiano: orti distrutti dal maltempo alla Piagera

Danni ingenti in particolar modo nelle zone attigue località Le Ghiaie sita nel Comune di Gabiano, località in cui sono diffusi gli impianti orticoli, che hanno subito danni anche pari al 100% del raccolto. Lo sottolinea Marco Botta, consigliere regionale di An che ha presentato una interrogazione in Regione con la quale evidenzia che «le perturbazioni atmosferiche sopracitate hanno causato distruzione del raccolto in molte zone della Valle Cerrina poiché il periodo avanzato (fine maggio) delle precipitazioni corrisponde all’inizio del periodo di raccolta. I proprietari delle aziende agricole ai quali è stato attribuito il 100% di perdita del raccolto si trovano oggi a dover chiudere le proprie attività, essendo impossibile continuare senza percepire alcun reddito per un anno». Sono moltissime le famiglie Piemontesi della Valle Cerrina che si trovano oggi in questa grave situazione, evidenzia Botta, che chiede alla Regione di adottare provvedimenti per aiutare le famiglie e le aziende colpite. La piena del grande fiume è giunta sabato mattina a Crescentino, dopo aver superato il ponte verso Verrua, uscendo dagli argini nel territorio di Moncestino e di Gabiano. La grande barriera di terra edificata dopo l’alluvione del 2000 a fianco della provinciale, ha tenuto, il torrente Marca che scende dalle colline, opportunamente ripulito gli anni scorsi non è straripato e l’abitato circostante la grande area coperta del mercato ortofrutticolo, così come la piazza attigua ai negozi, non è stata allagata. Ma nel corso della giornata di sabato, e specialmente verso sera, una gran quantità di acqua limacciosa ha progressivamente coperto i fertili campi di cui è costituito il territorio delle Ghiaie. Dopo avere spazzato la penisola Pasquaria, l’acqua ha ricoperto quasi interamente il territorio della tenuta di Marco Brizio, per una superficie di 72 ettari. Il possente argine a difesa della bella e storica struttura edilizia, conosciuta come la Cartiera, ha tenuto senza problemi: «Essendo conscio che i miei terreni lungo il fiume, sono considerati siti di compensazione in caso di piena, quindi facilmente allagabili, ho dedicato le mie coltivazioni a pioppeti. Pertanto, in caso di allagamento del terreno per brevi periodi come in questo caso, non si lamentano danni». In effetti, sul sito esteso fino alla riva del Po dove un tempo partiva il natante condotto dal Purtunà, si estendono lunghe e ordinate file di pioppelle di dimensioni variabili dettate dalla rotazione negli abbattimenti. Ben diversa la situazione delle Ghiaie. Il territorio, di circa 300 giornate, suddivisi in altrettanti lotti di una giornata l’uno, distributi per sorteggio ai coltivatori, è coltivato con prodotti ortofrutticoli, in cui primeggiano i fagiolini, tanto da attribuire la stessa denominazione alla strada provinciale che collega l’intera zona alla Val Cerrina. Le piantine sono state coperte dall’acqua limacciosa mentre l’intera area, in cui in questo periodo sono a dimora le piantine di peperoni, insalate miste, fragole e tanti altre varietà orticole è ridotta a pantano. Gravemente colpite anche le piantagioni di peschi, le cui radici immerse nel fango ne subiscono danni irreparabili. Reggeranno meglio le coltivazione del mais. Al fine di permettere il deflusso dell’acqua a valle verso il letto del Po, ha operato con tempestività una ruspa del comune ripulendo alcuni tratti del lungo e ampio canale che costeggia la strada longitudinale della Ghiaia. In effetti gli imbocchi dei tubi che sorreggono alcuni ponticelli che collegano i campi alla strada erano intasati di arbusti e rifiuti solidi buttati da persone incivili. «L’economia del nostro comune è ancora largamente incentrata sull’agricoltura e sui prodotti ortofrutticoli, ora tanto gravemente danneggiati. Ne porterà le conseguenze negative anche il fiorente mercato ortofrutticolo locale. Abbiamo già segnalato la situazione alle autorità competenti», dice il sindaco Mario Tricocco che aggiunge: «Alcuni agricoltori si sono presentati in comune, prospettando la loro disastrosa condizione. In caso di calamità o di gravi difficoltà di altri settori, l’ente pubblico interviene in aiuto ed altrettanto dovrà fare con noi». Mario Giunipero

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