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Al Castello del Monferrato
Paolo Ranzani e gli scatti "top secret" che ritraggono Arturo Brachetti
Fino a domenica 11 gennaio
Il salone Marescalchi del Castello del Monferrato ospiterà fino a domenica 11 gennaio la mostra “UniversoBrachetti”, un percorso espositivo curato da Mariateresa Cerretelli, dedicato alla straordinaria carriera del Maestro della visual performing art, Arturo Brachetti, già visto al Municipale nelle settimane scorse con il one man show “Solo”. L’esposizione accompagnerà il visitatore attraverso le tappe fondamentali della sua carriera: dall’infanzia al debutto parigino al Paradis Latin, dai teatri europei che lo hanno consacrato alla ribalta internazionale fino al ritorno in Italia, tra televisione, musical, prosa, varietà e podcast. Un racconto per immagini, costumi, memorie sceniche e ambientazioni che evocano il suo celebre camerino, luogo in cui ogni personaggio prende forma.
Oltre ai tantissimi volti e al celebre ciuffo, che lo contraddistingue nasce negli anni Novanta con il personaggio di Puck nel Sogno di una notte di mezz’estate, uno spazio fotografico con gli scatti di Paolo Ranzani, ritrattista personale di Brachetti dal 2002. Per la prima volta, una selezione di scatti inediti svela il lato più intimo del lavoro dell’artista: assoli, metamorfosi, backstage, luci e ombre che restituiscono la magia del trasformismo nei teatri italiani e internazionali. A spiegarci il dietro le quinte dei suoi scatti è stato il fotografo torinese. Mostra, a ingresso libero, con orari: sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19. Chiuso: 25 e 26 dicembre, oltre al 1° gennaio 2026.
Cosa racconta questa mostra?
L’unione di due parti del mondo Brachetti: c’è la mostra UniversoBrachetti, che vuole diventare una esposizione itinerante, oltre al dietro le quinte degli spettacoli di Arturo, di cui io sono fotografo del backstage, in cui compio una rivelazione del “top secret”, che si unisce alla grandezza del personaggio che conosciamo. Dai viaggi ai camerini, insomma tutto quello che il pubblico non vede sul palcoscenico.
Ci può svelare qualche segreto del grande performer, quale è Arturo
Ho questo privilegio di poter assistere al dietro le quinte dei suoi spettacoli e al tempo stesso essere suo fotografo, vedendo la magia di quello che accade. Però posso assicurare che non riesci a capire quello che sta facendo...fa tutto così velocemente… Percepisci anche le competenze dei vari assistenti che lavorano per Arturo. Una tecnica unica e irripetibile, si ha la percezione di un lavoro incredibile che ha fatto negli anni per poter raggiungere quella velocità e quella capacità nel cambio degli abiti.
Cosa c’è in comune tra fotografia e spettacolo?
Fanno entrambi parte dell’arte e, quando c’è l’arte di mezzo, è un passaggio che va oltre l’umano percepibile. La parola autore deriva dal latino e significa aumentare. Ecco credo che l’arte, qualsiasi essa sia, possa aumentare una percezione e una visione specifica. Tutte queste forme di arte possono convivere ed è interessante come le competenze di ognuno di noi possano servire alle varie forme di spettacolo. A me interessa tantissimo il dietro le quinte: è una rivelazione al mondo di ciò che non si può vedere. Pause e silenzi che accadono prima della scena sono momenti che mi affascinano.
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