Articolo »

Scrittrice iraniana in Monferrato incontra le traduttrici del suo romanzo

Colori, profumi, sapori, spezie e musiche di una tradizione millenaria com’è quella dell’Iran rivivono nel capodanno iraniano festeggiato sabato scorso. Un capodanno un po’ diverso per Parinoush Saniee, una delle intellettuali iraniane più conosciute in Medio Oriente e oggi scrittrice internazionale, che festeggia contemporaneamente anche l’uscita del suo romanzo "Quello che mi spetta", edito Garzanti, in Italia. La versione italiana dell’opera è stata tradotta da Narges Gholizadeh Monsef e Sepideh Rouhi, rispettivamente mamma e figlia di origine iraniane che da qualche anno risiedono a Ozzano Monferrato. Proprio a Ozzano abbiamo incontrato Parinoush che grazie all’aiuto di Sepideh, la quale traduce dal farsi all’italiano, ci racconta: Che impressione le ha fatto fino ad ora l’Italia? «L’Italia è un paese meraviglioso. In modo particolare lo sono le persone: sono calde, socievoli, solari. Anche per questo noi iraniani quando veniamo qua ci troviamo molto bene proprio perché, grazie a queste caratteristiche, li sentiamo molto simili a noi». In Iran il suo libro è stato censurato, in Italia è uscito da pochi giorni. Che futuro avrà, secondo lei la sua opera in Italia? «In Iran ne è stata bandita la pubblicazione dopo tredici edizioni, per quanto riguarda l’Italia sono fiduciosa…» C’è differenza c’è tra la condizione della donna in Iran e in Italia? «Posso parlare molto bene della situazione delle donne in Iran ma non conosco così bene la situazione delle donne italiane. Il mio libro è frutto di profonde e accurate ricerche. Posso dire con estrema sicurezza che le donne iraniane sono totalmente diverse dall’immagine che generalmente si ha della tipica donna mediorientale. La donna iraniana non è araba, è sbagliato paragonarla a tutto quell’ambiente». Molte volte si pensa alla donna mediorientale associandola al burka… «Non è mai stato un tipo di vestiario iraniano. Puntualizzo dicendo che le donne iraniane sono le più istruite e colte di tutto il medio oriente. Più del 65% degli studenti universitari iraniani è rappresentato dalle donne. Questo ha preoccupato e preoccupa ancora molto il governo, c’è anche stata una proposta per limitare l’accesso alle donne nelle università». Pochi italiani possono dire di conoscere bene la condizione della donna in Iran ma anche in Medio Oriente, la differenza tra chador e burka. "Quello che mi spetta" come può sensibilizzare nel capire di più la cultura del suo paese? «Per anni ho lavorato per alcuni ministeri per i quali svolgevo indagini sul paese. Al termine di questo lavoro ho svolto un’altra indagine personale dalla quale ho tratto i dati per scrivere il romanzo. Per tutto quello che accade nel libro ho dei dati veri, testimonianze. Ho indagato, ho preso in considerazione una ben precisa generazione delle donne iraniane. Questa ha delle caratteristiche particolari che ho studiato a lungo. Quella più importante: esse non sono riuscite a ottenere sufficienti diritti e opportunità ma sono state caricate di grandi responsabilità e questo è accaduto negli ultimi cinquant’anni della storia iraniana. Sono riuscita a capire come queste donne si sposavano, come studiavano, in molti casi non finivano nemmeno gli studi dovendo entrare in contatto con una situazione così difficoltosa che le obbligava a lavorare. Sono quelle donne che hanno avuto figli adolescenti durante la rivoluzione iraniana. Non avevano scelta: o mandarli illegalmente fuori dal paese o al fronte. Queste donne hanno fatto e stanno facendo di tutto per dare ai loro figli ciò che non hanno potuto avere». Perché leggere "Quello che mi spetta"? «Se vuoi entrare in contatto con gli ultimi cinquant’anni di storia dell’Iran e la situazione delle donne iraniane è un buon motivo. Ti renderesti conto che la generazione cresciuta a rivoluzione fatta, è completamente diversa da ciò che lo stato vorrebbe che fosse. Lo vedete tutti i giorni tramite le informazioni che ricevete in Italia, le proteste e quant’altro. Poi devo dire che ho ricevuto centinaia di telefonate di donne che si sono ritrovate nel libro, questo a prova che le mie ricerche sono corrette».

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!