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Indagati Botta e Bussola. Avvisi di garanzia sull’uso dei fondi pubblici della Regione

Figurano anche i nomi di due consiglieri regionali casalesi tra i 52 indagati complessivamente dalla Procura della Repubblica di Torino nell’ambito dell’inchiesta sull’utilizzo dei fondi pubblici a favore dei gruppi consiliari. Si tratta di Marco Botta (Fratelli d’Italia) e Cristiano Bussola (PDL). Un’indagine bipartisan, che colpisce in maniera trasversale gli schieramenti politici (PDL, Lega Nord, PD e anche i ‘grillini’) anche se la Procura indica posizioni diverse per i vari consiglieri i quali, nei prossimi giorni, dovranno chiarire nel corso degli interrogatori. Dalle indagini posizioni diverse Secondo il procuratore capo Gian Carlo Caselli vi sono differenze anche rilevanti tra le varie posizioni individuali, sia per la motivazione dei rimborsi, sia per l’ammontare delle somme. Le accuse a carico degli indagati riguardano il peculato e il finanziamento illecito ai partiti per un periodo compreso tra la metà del 2010 e l’autunno del 2012. Sotto accusa sono finiti un milione e 400 mila euro di rimborsi spese. Ma quali sarebbero le spese private e segnate tutte nel conto della Regione? Borse e gioielli griffati, cene, cravatte, dolciumi, e persino un giogo per buoi, tosaerba, videogiochi, consumazioni alle Canarie, sedute in solarium, conti che - secondo la Procura - sarebbero stati pagati con soldi dei cittadini. Ma le accuse non sono uguali per tutti e le posizioni degli indagati sono diverse le une dalle altre. La linea di difesa dei consiglieri colpiti dagli avvisi di garanzia sarebbe incentrata sull’«errore in buona fede». L’inchiesta, che ha preso il nome di “Sprecopoli”, era partita l’autunno scorso dopo lo scandalo verificatosi nel Lazio. L’indagine si riferisce agli anni della giunta del leghista Roberto Cota (anch’egli indagato che giorni fa ha chiarito la propria posizione), quelli che vanno dal 2010 al 2012. Come detto i consiglieri indagati non fanno parte di un solo partito, ma sono distribuiti tra i gruppi politici; coinvolto anche l’ultimo arrivato nell’agone regionale: il Movimento 5 Stelle. Botta e Bussola: ‘No comment’ Laconico il commento di Botta: «Non intendo rilasciare dichiarazioni, se non esprimere la massima fiducia nella magistratura: sono certo che tutto verrà chiarito. C’è un’indagine in corso coperta da segreto istruttorio. Dimettermi? Per quale motivo?». Altrettanto sintetico il commento di Bussola: «Dal 1970 in poi abbiamo sempre operato in maniera trasparente e corretta... Adesso c’è questa indagine che riguarda 52 consiglieri su 60, sono tranquillo».

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Barbara Marini

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