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La lettera

Deposito nucleare: la carta dei "siti nazionali" venga pubblicata entro fine anno

Comitati e associazioni ambientaliste scrivono ai Ministeri

Nei giorni scorsi comitati ed associazioni ambientaliste - Comitato di Vigilanza sul Nucleare, Legambiente del Vercellese e della Valsesia, Legambiente Ovadese e Valli Orba e Stura, Pro Natura del Vercellese, Italia Nostra Vercelli e L.I.P.U. Vercelli bIella - hanno inviato una lettera ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico ed ad alcuni membri delle Commissioni parlamentari. Ecco il testo della missiva che mette in evidenza le questioni nucleari ancora da risolvere.

«Signori Ministri, signori Deputati e Senatori, come probabilmente vi è noto, in Piemonte - e segnatamente a Saluggia e Trino e Bosco Marengo è stoccata “temporaneamente” - da alcuni decenni - la maggior parte dei materiali radioattivi esistenti nel nostro Paese. Probabilmente vi è anche noto che i siti in cui questi materiali si trovano non sono idonei, per molteplici ragioni, alla loro conservazione».

«Per questo motivo il “Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi” (Dpcm del 30 ottobre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 dicembre 2019) prevede che «in tempi ragionevoli» venga realizzato un Deposito Nazionale per dare sistemazione a questi materiali. La procedura per identificare il luogo che dovrà ospitare il Deposito Nazionale è regolamentata dall’art. 27 del D.Lgs. 31/2010 e descritta nel Programma Nazionale stesso: prevede - quale prossimo step - la pubblicazione della CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee)».

«La proposta di tale carta è stata redatta da Sogin in base ai criteri della Guida tecnica n. 29 di Ispra, pubblicata nel 2014, ed è stata consegnata all’Autorità di regolamentazione e a codesti Ministeri nel 2015; risulta inoltre che Sogin abbia provveduto alle integrazioni successivamente richieste dai Ministeri stessi. A cinque anni dalla consegna della proposta di CNAPI ai Ministeri, e a seguito di un incontro svoltosi on line venerdì 6 novembre a cui hanno partecipato centinaia di persone da varie parti d’Italia, le scriventi Associazioni e Comitati ribadiscono che è assurdo continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate. Occorre quindi - come previsto dal Programma Nazionale - trasferire al più presto tutti questi materiali pericolosi in un sito meno inidoneo, scelto con oggettività e trasparenza in modo che possa rappresentare la soluzione caratterizzata dal rischio più basso possibile».

«Con la presente, quindi, chiedono che i Ministeri in indirizzo diano al più presto - e comunque entro la fine del 2020 - il “nulla osta” alla pubblicazione da parte di Sogin della proposta di CNAPI, del progetto preliminare e della relativa documentazione, per poi proseguire con la consultazione pubblica, la convocazione del Seminario Nazionale e la raccolta di osservazioni, secondo quanto previsto dal Programma Nazionale: senza “scorciatoie” di comodo o, peggio, “mercanteggiamenti” con enti locali o procedure furbesche che esulano da quanto previsto dalla normativa. Continuare a rinviare la pubblicazione della CNAPI e le tappe successive per l’individuazione del sito per il Deposito Nazionale non significa “non decidere”: significa decidere di mantenere come deposito nazionale del materiale radioattivo gli inidonei siti attuali».


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Barbara Corino

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