Giovanni Reale e l’attualità dell'utopia politica di Moro
di Carlotta Demartini
Un lungo applauso ha accolto Giovanni Reale nell’aula magna del Liceo Classico Balbo per la lectio magistralis che il filosofo ha tenuto in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Casale. Il titolo dell’intervento “Attualità dei messaggi dell’utopia di Tommaso Moro” non ha tradito le aspettative e ha riscosso notevole attenzione tra i numerosi studenti presenti in sala. L’introduzione dell’intervento è stata curata da Carlo Monichino, che ha ricordato il primo incontro organizzato a Casale nel 2002 con Reale, per discutere del testo “Corpo, anima e salute. Il concetto di uomo da Omero a Platone” all’interno delle ore di educazione fisica, attività didattica che aveva stupito anche lo stesso autore del volume. È invece intervenuto Dionigi Roggero per ricordare le tappe salienti della carriera di Reale, soffermandosi sulle occasioni che lo hanno portato negli ultimi anni a tornare in Monferrato.
Raccontando della prima volta in cui entrò nell’aula magna del Liceo Classico da studente, quasi 65 anni fa, per prender parte ad una conferenza di fisica: così ha esordito il relatore Giovanni Reale, che ha condiviso con il pubblico un commosso ricordo di giovinezza. Durante la lectio magistralis, il professore ha poi affrontato tematiche di grande modernità, sollevate a partire dal testo di Tommaso Moro “Utopia ovvero La repubblica introvabile” e da “Repubblica” di Platone, riconducendole alla situazione politico-amministrativa attuale. Il concetto greco del “nulla di troppo”, ad esempio, è ben presente a Moro che nel trattato puntualizza come «nessuna delle città dell’isola desideri accrescere il proprio territorio e nessun cittadino debba avere più di quello che gli è necessario per vivere». La crisi attuale, puntualizza Reale, deriva invece proprio dall’aver trasgredito l’antica regola aurea e nell’aver voluto attuare troppo, indebitandosi a dismisura. Si è anche discusso dello stato di salute della scuola superiore italiana dopo le ultime riforme ministeriali. Da una riflessione dell’ex dirigente scolastico Gianni Abbate, è scaturita un’analisi del sistema “Scuola” di Reale - il quale ha rimarcato il suo ruolo di consulente presso l’attuale dicastero della Pubblica Istruzione - in cui il professore ha sottolineato come l’inserimento massiccio di supporti multimediali nelle scuole, oltre a non apportare nessun risparmio, procurerà anzi interventi di assistenza che andranno a gravare su un bilancio già in difficoltà, creando un notevole danno economico. Inoltre, secondo il relatore «sarà un disastro se si eliminerà la lettura dei classici greci, latini e medievali per sostituirli con la cultura multimediale e il linguaggio informatico, che impoveriscono la capacità gnoseologica ed epistemologica degli alunni». In seguito, alle 11,15 nella sala consiliare del Municipio di Casale, alla presenza del sindaco Giorgio Demezzi, degli assessori Emanuele Capra e Giuliana Bussola, di Dionigi Roggero, Gianni Abbate e del vescovo Alceste Catella, Giovanni Reale è stato insignito della cittadinanza onoraria del Comune di Casale. Era presente in sala anche una delegazione di studenti ed insegnanti dell’Istituto Balbo, che ha fortemente caldeggiato la consegna di tale onoreficenza all’insigne ex alunno. Ringraziando il sindaco Demezzi, Giovanni Reale ha sottolineato come dalla terra monferrina abbia appreso il senso della sacralità del lavoro, della necessità di «seminare al momento, nel modo e nel posto giusto, per poter cogliere i frutti della propria fatica».
Reale ha inoltre rimarcato il fatto che consideri Casale, la sua vera città, quella in cui si è formato culturalmente e in cui ha coltivato, negli anni del Liceo, la passione per la filosofia.