Cota sostiene solo alcuni tribunali: la protesta degli Ordini Forensi
di b.c.
Lunedì nella sala giunta della Provincia di Alessadria si è tenuta la conferenza stampa richiesta dal sindaco di Tortona e cui hanno aderito i colleghi di Acqui e di Casale, Giorgio Demezzi. Erano presenti anche i presidenti degli ordini degli avvocati di Acqui Casale e Tortona. La conferenza è stata indetta per manifestare il disappunto per il reiterato interessamento del presidente della Regione Roberto Cota per i soli palazzi di giustizia di Alba e Pinerolo.
«Avevamo in precedenza già stigmatizzato il sostanziale disinteresse del governatore Cota per Acqui, Casale, Mondovì, Saluzzo e Tortona - sottolinea Pietro Caire, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Casale - Ora i sindaci ed i presidenti degli Ordini forensi - a fronte dell’ormai concreto insuccesso della riforma che crea disagi per i cittadini, non produce risparmi e rallenta l’esercizio della giurisdizione, nonostante l’impegno dei magistrati coinvolti in accorpamenti e soppressioni - sono determinati a creare un fronte comune dapprima piemontese e quindi esteso alle altre regioni che vivono tale disagio per sollecitare l’intervento del parlamento per contrastare la riforma ormai in essere valutando che eliminarne gli effetti immediatamente comporterebbe di certo un risparmio di spese ed un repentino miglioramento della giustizia».
Intanto domani, mercoledì 15 gennaio, la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sull’ammissibilità del quesito referendario volto all’abrogazione della legge in questione, ma il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha deliberato all’unanimità che «a seguito della presentazione, da parte delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia e Piemonte, della richiesta di referendum che abroghi la recente normativa che ha riorganizzato gli uffici giudiziari sul territorio, in vista della prossima pronuncia da parte della Corte Costituzionale circa l’ammissibilità del referendum medesimo, il Consiglio dei Ministri all’unanimità ha dato l’assenso alla presentazione di una memoria difensiva che argomenta la legittimità e l’opportunità della scelta a suo tempo operata dal governo».
L’intervento del Consiglio dei Ministri - secondo Caire - non lascia presagire nulla di buono come in precedenza all’intervento del Presidente della Repubblica era seguito il rigetto di tutti i ricorsi alla Costituzionale contro la stessa legge di riforma della geografia giudiziaria.
«L’incontro di ieri mattina vuole essere ancora di sollecito ai parlamentari a sostenere la necessità di rivedere tecnicamente tutta la riforma, fermandone gli effetti, per realizzarne una di concerto con l’avvocatura e soprattutto le amministrazioni locali senza cedere a soluzioni di compromesso anch’esse prive di progetto - conclude il presidente degli avvocati casalesi che aveva auspicatoo un nuovo incontro a Roma con il ministro Cancellieri - Non dobbiamo dimenticare che il presidio di giustizia è certamente un servizio per il cittadino, ma soprattutto è una funzione che deve necessariamente essere distribuita sul territorio anche per scongiurare l’estendersi di ogni fenomeno di criminalità e per garantire cittadini ed imprenditori».