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Non vogliamo lo scolmatore di Pobietto

Doveva essere decisiva e invece si è conclusa con un nuovo aggiornamento. La Conferenza dei Servizi di lunedì 12 maggio a Torino doveva esprimersi sullo scolmatore di Pobietto, un nuovo canale che dallo scolmatore della roggia Stura di Trino porterà acqua a Po nella frazione di Morano proprio vicino all'antica grangia. «Tutto si è arenato sul problema della responsabilità - afferma il sindaco Enzo Piccaluga - in quanto nessuno, al momento, ha voluto farsi carico delle conseguenze che lo scolmatore avrebbe sul territorio del nostro paese. Il problema è chi paga qualora si registrasse un'esondazione? Chi si fa carico dei rischi che un nuovo canale, in questa zona a monte di Morano, porterebbe? E alla fine della Conferenza dei Servizi si è deciso di prendersi qualche settimana di tempo per cercare di dare una riposta a queste domande. Dal canto nostro abbiamo già detto di essere contrari allo scolmatore». E sulla questione interviene il gruppo della minoranza consiliare di Morano, guidato da Paolo Migliavacca, che la scorsa settimana aveva scritto una lettera agli assessori regionale e provinciale alla Difesa del Suolo, Bruna Sibille e Domenico Priora: «Ci riconosciamo totalmente nelle osservazioni emerse in sede di Conferenza: è stato chiesto se a scolmatore fatto, la situazione per Morano sarebbe migliore o peggiore di oggi; è un aspetto tecnico di estrema semplicità e chiarezza sulla quale i tecnici devono dare una risposta netta, assumendosene tutte le responsabilità: vediamo se saranno in grado di farlo». «È stato anche chiesto a chi spetterebbe la gestione della nuova struttura: al Comune di Trino? all'AIPO che governa l'intero sistema di allarme e allerta in caso di inondazione? all'Ovest-Sesia che sponsorizza così caldamente il progetto? Sarebbe colposo spendere miliardi di vecchie lire per realizzare un'opera di regimazione idraulica e poi andare in confusione tutta italiana in caso di emergenze, con il rischio di aver fatto un'opera inutile». Sono stati rilievi pesanti che «hanno indotto al rinvio di un mese, anche se temiamo che difficilmente le risposte potranno venire in così poco tempo. Rileviamo però ancora una volta i ritardi del Comune nell'esaminare con anticipo i problemi, organizzando in fretta e furia una riunione a ridosso della conferenza - presente il tecnico provinciale ingegner Puccio solo grazie al nostro intervento - salvo polemizzare con la Provincia denunciandone la latitanza: ma chi doveva farsi carico di sensibilizzare la Provincia? Il sindaco o chi? Chi avrebbe dovuto incaricare un esperto di fiducia per una verifica attenta sul progetto? Di certo il Comune, se non fosse che i tecnici costano ed il bilancio comunale è prosciugato. In ogni caso nelle prossime settimane non dubitiamo che anche in Provincia l'assessore Priora ed i tecnici esamineranno con attenzione il progetto ed i problemi emersi dalla Conferenza».

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