La crisi porterà cambiamenti va affrontata con impegno
Grazie all’incontro con il prof. Alessandro Rosina, docente di demografia presso l’Università Cattolica di Milano, si è aggiunta un’altra importante prospettiva all’analisi della crisi e delle emergenze economiche e ambientali che stiamo vivendo, oggetto del corso di economia e filosofia della crisi organizzato nell’ambito del progetto “La strategia del Colibrì”.
Alle analisi strettamente economiche e finanziarie del prof. Pietro Garibaldi, che ha spiegato i meccanismi delle due crisi in atto, a quelle sull’emergenze ambientali e sulle prospettive di cambiamento in atto a cura dell’esperto del WWF, Antonio Bossi, dopo aver ascoltato le esperienze innovative possibili nell’impegno nell’amministrazione locale come quella di Capannori a cura di Eugenio Baronti, i ragazzi del Liceo Classico si sono confrontati con gli studi demografici e gli scenari che essi possono disegnare per il loro futuro. Ciò che è emerso dalla dettagliata esposizione del prof. Rosina, infatti, è la rapidità recente con cui sono mutati comportamenti demografici millenari.
Fino a 150 anni fa le famiglie avevano figli quanti la natura gliene dava, ma era solo un bambino su cinque che riusciva ad arrivare al primo compleanno, e solo uno su due al decimo. La speranza di vita era breve, 32-33 anni. Solo negli ultimi decenni siamo entrati in una fase di cambiamento continuo, in cui ogni figlio avrà una vita diversa da quella che aveva il padre alla stessa età, si vive meglio, più a lungo, in un processo che però non è irreversibile, in quanto se non sappiamo gestire la crescita rischiamo di retrocedere.
Se l’esplosione demografica che ha fatto passare l’umanità da un miliardo a sette miliardi nell’ultimo secolo è dovuta alla longevità che permette la contemporanea presenza di più generazioni nello stesso periodo, ciò che dobbiamo affrontare è la situazione inedita di una popolazione che sarà in maggioranza sempre più anziana rispetto ai giovani, per natura interessati e preoccupati, al contrario delle più vecchie generazioni, a investire, a rischiare e a fare sacrifici per il proprio futuro, una situazione complicata in Occidente e soprattutto in Italia dal tasso di fecondità bassissimo.
Anche dalla prospettiva degli studi demografici il messaggio consegnato ai ragazzi è quello di interpretare la crisi come transizione, con ottimismo pragmatico e con l’impegno e la disponibilità ad affrontare e a gestire i cambiamenti necessari, nelle scelte politiche e negli stili di vita individuali, con decisioni innovative, come quelle, ad esempio relative all’immigrazione, all’impronte ecologica sul pianeta e sulle sue risorse finite, abbandonando il dogma ancora presente nelle analisi superficiali dei media, che l’indicatore della fine della crisi sia necessariamente la ripresa della crescita del Pil. I prossimi appuntamenti vedranno i ragazzi del liceo classico confrontarsi con Carlo Petrini, fondatore e animatore di Slow Food e con Tito Boeri, economista di fama mondiale.