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"Il pellicano" di August Strindberg sabato sera in Santa Chiara per la rassegna "I Crepuscoli"

All’auditorium Santa Chiara ricomincia la stagione teatrale “I Crepuscoli”, organizzato da Nuovo Palcoscenico. Sabato 21 gennaio alle ore 21, Teatro Instabile di Torino, per la regia di Ruggero Fracchia, porta in scena "Il pellicano", capolavoro di August Strindberg, uno dei grandi della scena europea di fine ‘800. La compagnia è nata nel 1998 dall’incontro tra Ruggero Fracchia e  Massimiliano Scelsi e dalla loro volontà di fondare un gruppo che portasse avanti un discorso di contemporaneità e di sentita attualizzazione delle tematiche affrontate nel Teatro italiano. La sperimentazione è orientata verso i testi e le scenografie, all’abbattimento delle unità temporali e da una scelta registica, in certi momenti, quasi cinematografica. Strindberg scrisse Il pellicano negli ultimi anni della sua vita; l’opera fa parte dei cosiddetti “drammi da camera”. La trama. Il rito funebre del capofamiglia si è appena concluso e la madre in lutto, Elise, in compagnia del figlio Fredrik aspetta il ritorno dal viaggio di nozze della figlia Gerda e del genero Axel. Lentamente, attraverso il ricordo ossessivo del defunto, cominciano ad affiorare le innumerevoli violenze e le piccole miserie verificatesi in casa nel corso del tempo. Ed emergono i legami nascosti e più o meno scandalosi, in chiara dimensione freudiana. Quello tra Elise e il genero, in corso da anni, e quello incestuoso tra Fredrik e Gerda. Saranno i figli a provocare il conflitto fino ad una selvaggia lotta l’uno contro l’altro. Il dramma si consumerà nel lento e cadenzato disfacimento dei personaggi, per concludersi in un rogo finale che ricorda, quasi, quello della Casa degli Usher.

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Laura Mellina

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