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“Corteranzo / ai prodi figli della sua terra / caduti per la Patria”

La chiesa di Corteranzo, dedicata a San Martino, domina la parte alta del luogo che fino al 1928 era comune autonomo, oggi frazione di Murisengo. Saliamo da una scalinata sul sagrato erboso che esalta la bianca facciata settecentesca per ammirare il panorama sulle colline circostanti. Il vecchio sottostante palazzo municipale è facilmente raggiungibile costeggiando l’alto muro di cemento eretto a sostegno della chiesa con il contributo del Ministero dei Lavori Pubblici nel 1957. Resta, sulla facciata della ex casa comunale, la semplice lapide in marmo con fregi in ottone posta in ricordo dei Caduti. Si legge questa iscrizione dedicatoria: “Corteranzo / ai prodi figli della sua terra / caduti per la Patria”. Questi i sei nomi con l’anno di nascita: Quagliotto Eugenio classe 1881; Quagliotto Prospero classe 1892; Calvo Antonio classe 1897; Cornaglia Ottavio classe 1886; Festa Primitivo classe 1899; Rolfo Oreste classe 1897. Sotto è stata successivamente posta l’epigrafe in ricordo dei due Caduti dell’ultimo conflitto mondiale. Proseguiamo la visita verso la solitaria chiesetta di San Luigi. Venne eretta fuori dell’abitato da Bernardo Antonio Vittone (Torino 1705-1770) con un lascito del vassallo Carlo Tommaso Giunipero, feudatario del luogo. E’ per lo meno singolare (qualcuno direbbe stridente) il contrasto tra la quasi contemporanea, più importante e classica chiesa parrocchiale e l’elegante costruzione in cotto, affascinante nell’articolata semplicità di una pagoda. Ideata all’insegna del movimento e appartata per quasi un secolo, oggi ha come unico compagno l’abbraccio del piccolo e quieto cimitero costruito nel 1833. Tra le ormai illeggibili lapidi, quella di un soldato morto nella Grande Guerra (ignoto nonostante i nostri tentativi di lettura), è vicina alla tomba di don Pietro Ardissone, prevosto di Corteranzo dal 1893 al 1923. In un angolo, anch’esso in completo abbandono, riposa l’ultimo esponente della famiglia Giunipero, don Vittorio che fece restaurare a proprie spese la chiesetta campestre voluta dagli antenati. In occasione del nostro viaggio d’autore a Corteranzo, pubblicato il 31 luglio 2007, si leggeva ancora, con qualche fatica, questo epitaffio che trascriviamo a futura memoria: “Sia pace all’anima benedetta del pio abate / Vittorio Giunipero di Corteranzo / morto il 23 aprile 1905 / in età di anni 76 / vero ministro di Dio / consacrò la vita alla salute delle anime / all’educazione della gioventù / ed a beneficiare il prossimo / le desolate sorelle posero / invocando preci”.