Un risultato chiaro, così chiaro da lasciare poco spazio ai giochi di parole, alle interpretazioni capziose, alle scappatoie verso le derive improbabili dell'astensionismo, del voto di protesta... al linguaggio classico della politica, insomma.
Chiara la decisione degli elettori di cambiare, chiara la novità di una campagna elettorale che ha messo l'uno di fronte all'altro due leader di due schieramenti opposti, chiaro il colpo di spugna che il sistema elettorale e gli stessi elettori hanno deciso sulle divisioni, sui partitini, sulle scissioni e i frazionamenti.
Botta: «Risultato straordinario». Marco Botta – PdL-An - commenta con soddisfazione il risultato elettorale: «Mi pare che l'esperimento della lista unica abbia dato un risultato straordinario, maggiore della somma dei due partiti. L'elettorato di AN ha compreso che era necessario concentrare il voto sul PdL e circa il 43% dei voti casalesi dimostrano come questa città abbia voglia di cambiare in modo definitivo anche la guida amministrativa: un avviso di sfratto a Crisafulli e Mascarino».
Qualche rammarico per la posizione in lista che nonostante il buon risultato non si è concretizzata in un seggio in Parlamento?
«L'importante è il risultato ottenuto dalla coalizione», chiarisce Botta.
Per un momento per lui si è prospettata una residua possibilità, in virtù del buon risultato del PdL a livello regionale; se Botta fosse risultato il primo degli esclusi qualche novità poteva venire proprio dalla formazione del Governo se, per esempio, Lucio Stanca – che Berlusconi ha indicato pubblicamente come futuro ministro e in lista proprio nel Piemonte 2 – avesse rinunciato al proprio seggio in Parlamento.
Ma il 16.5% della Lega previsto dalla proiezioni a livello di collegio ha incrementato la rappresentanza del Carroccio (quattro parlamentari invece dei due ottenuti alle ultime politiche, si stima), facendo riprecipitare Botta in basso.
"Merlo: per il Pd e' un buon inzio". Sul fronte opposto Mariuccia Merlo, candidata al Senato per il PD, sottolinea che il risultato del Partito Democratico, come partito, è stato buono, visto che ha «migliorato le percentuali complessive di Ds e Margherita. È cominciato un percorso politico importante nel panorama della vita politica del Paese», commenta.
Certo un po' di delusione non la nasconde, «ma – precisa - ho sempre anteposto al risultato personale il percorso del partito nuovo che ha chiesto all'Italia di cambiare il modo di fare politica. Tutto questo anche in vista delle prossime elezioni amministrative».
Questo significa che c'è nell'aria una candidatura come sindaco?
«Sono decisioni che devono essere prese a livello di gruppo e di partito, con la maggiore condivisione possibile. Oggi non ha senso fare nessun tipo di valutazione; si faranno insieme a tempo e luogo».
Costanzo, La Destra: «Qui siamo radicati» Altro candidato Alberto Costanzo, per La Destra, che mette l'accento sul fatto che il «dato generale è una elezione completamente falsata dalla campagna sul ''voto utile'' senza la quale tutti i partiti avrebbero fatto risultati diversi.
«Il dato della Destra – aggiunge – mancando il fatidico 4% è chiaramente una sconfitta, ma il quadro casalese è soddisfacente, se raffrontato con la situazione regionale e nazionale, a Casale il radicamento c'è».
«Certo ci troviamo con un Parlamento che non rappresenta più il popolo; un Parlamento senza la sinistra, devo dire che persino dal mio punto di vista è poco rappresentativo».
Filiberti, Lega: «Voti raddoppiati»
Felicissimo Beppe Filiberti, Lega Nord: «Analizzando anche il numero assoluto dei voti l'unico partito che ha vinto davvero è proprio la Lega; è questo che dicono i numeri. Su casale passiamo dal 6 a più dell'11%, quasi il doppio. Un grandissimo risultato che premia l'impegno su Casale. È anche un voto di protesta, certo, che però poteva andare ad altre liste e invece è ha premiato la Lega e questo dimostra che ci viene riconosciuta affidabilità.
«Buono il risultato anche alla Camera, cosa che significa che il voto dei giovani è stato favorevole. Insomma la Lega diventa determinante».
Una soddisfazione ulteriore deriva dal fatto che – evidenzia Filiberti «non avevamo risorse finanziarie per fare una campagna forte e il risultato è frutto dell'impegno di tutti i militanti. A Casale – adesso - siamo il terzo partito».
DeamBrogio, Sinistra Arcobaleno: «Voto ... inutile». Alberto Deambrogio, Sinistra Arcobaleno evidenzia che «sul risultato di queste elezioni pesano sostanzialmente due elementi che avevamo già valutato come elementi di difficoltà in campagna elettorale: l'astensionismo, dato dalla delusione per l'esperienza del governo Prodi, e la campagna sul ''voto utile'', elementi che si sono sommati e dilatati con modalità non prevedibili».
Invece il voto di chi a sinistra è venuto a patto con le proprie convinzioni e ha votato PD – dice Deambrogio – è «doppiamente inutile perché il PD non sfonda al centro, Berlusconi ha vinto e la sinistra si trova ora in gravissima difficoltà. In ogni caso – conclude Deambrogio - c'è stato uno slittamento a destra, con Lega e PDL, e occorre fermarsi a riflettere per ripartire. Io non mi arrendo di sicuro...».
Sirchia: «A Casale PdL primo partito»
«Anche a Casale assistiamo a una vittoria dalle dimensioni oltremodo significative, con il PdL ben oltre il 42% (di gran lunga primo partito cittadino) e l’alleanza dei moderati ben al di sopra del 50% (nel quale occorre riconoscere l’ottimo risultato della Lega Nord)», commenta il coordinatore cittadino di FI-PdL Nicola Sirchia.
«Mi pare di poter rilevare un significativo segnale di bocciatura dato dalla popolazione casalese all’esperienza di governo della sinistra, rivelatasi fallimentare a livello nazionale, ma fortemente in crisi anche a livello regionale, provinciale e, direi soprattutto, comunale, con l’Amministrazione Mascarino oramai ai minimi storici.
«Il dato positivo di Casale assume connotati ancor più netti se si considerano le notizie che giungono dai Paesi del Monferrato – prosegue l’esponente azzurro – ove appare netta l’affermazione del centro-destra e, in particolare, del Popolo della Libertà, a dimostrazione di un buon lavoro svolto sul territorio».
Scoccati: «I socialisti andranno avanti...»
Enrico Scoccati, Socialisti, sottolinea che «per i socialisti era già una scommessa cercare di riconfermare il il 3% circa delle ultime elezioni politiche. I grandi partiti, la campagna sul voto utile, la forza economica per fare la campagna elettorale e le promesse fatte hanno evidentemente convinto anche quelli che in passato hanno votato partiti riformisti o il Partito socialista. Ma non ci arrendiamo, siamo convinti dei nostri valori e della nostra cultura».
Scoccati replica poi agli «attacchi scontati sul piano amministrativo. È ovvio che le politiche sono una cosa e le amministrative sono un'altra. Nessun allarmismo per la nostra coalizione, i socialisti chiederanno più coraggio nell'affrontare questioni – come la sicurezza - su cui altri hanno raccolto consensi, anche se noi le avevamo poste come prioritarie».
Ingrao, PD. «Cambia l'assetto politico locale». Calogero Ingrao, PD, ribadisce il buon risultato casalese del Partito Democratico e sottolinea che «questo risultato cambia l'assetto politico perché vede la sinistra radicale un po' in declino e questo dovrà aprire un riflessione seria a livello di giunta per finire questo scorcio di legislatura.
«Evidentemente nasce un nuovo modo di intendere la sinistra, fallisce l'idea storica di una sinistra radicale, che forse non riesce più a parlare al Paese che dà più fiducia a chi come noi si è rivolto alla sinistra moderata. È una bella sfida e vedremo già il prossimo anno come andrà a finire a livello amministrativo».