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Scout casalesi alla Biennale Democrazia: cinque giorni di impegno, entusiasmo, sperimentazione

Cinque giorni di impegno, entusiasmo, sperimentazione. Cinque giorni durante i quali non si sono soltanto appresi le teorie democratiche, ma si è imparato come vivere, nel concreto, nella vita di ogni giorno i principi fondamentali della democrazia. Dal 22 al 26 aprile, infatti, la città di Torino è stata protagonista di un evento di straordinaria importanza politica e culturale: Biennale Democrazia, una manifestazione che ha voluto coinvolgere i cittadini, non solo torinesi ma anche provenienti da tutt’Italia nella riflessione e nel confronto su questo tema fondamentale, la Democrazia. In questi giorni, infatti, grazie soprattutto dall’impegno costante di Gustavo Zagrebelsky, presidente della Biennale, si sono succeduti dialoghi, incontri, letture e spettacoli che hanno permesso di entrare in contatto, di conoscere le forme e gli aspetti, nonché i rischi e le possibilità di questa forma di governo che, unica nei generi, garantisce la libertà dell’individuo. Un aspetto particolare di questo avvenimento è stato quello vissuto dagli scout casalesi, colpiti e attirati dalla possibilità di mettersi in gioco anche in questa nuova avventura. Il Clan del Casale 1 (ragazzi di età compresa tra 15 e 20 anni) ha infatti partecipato al Campus di Biennale Democrazia, organizzato dal gruppo Acmos per coinvolgere e inserire i giovani in questo progetto. Il Campus, stanziato all’ Hiroshima MonAmour, locale notturno di Torino, ha accolto durante i giorni della Biennale oltre 300 ragazzi provenienti da licei e università di tutta la regione che oltre a partecipare ai numerosi incontri organizzati, hanno sperimentato realmente il significato dell’ “essere democratici” nei rapporti quotidiani di quei cinque giorni che hanno vissuto in comunità. Numerosi e interessanti sono stati per gli scout, come anche per gli altri giovani partecipanti, gli spunti di riflessione e confronto nati dai dibattiti ai quali hanno partecipato: in particolare quello sul testamento biologico. Toccanti i discorsi del presidente Napolitano e dello stesso Gustavo Zagrebelsky, così come anche le manifestazioni in occasione della festa della Liberazione: il corteo per le strade di Torino del 24 e la lettura delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza il 25. Particolarmente piacevoli gli incontri sul tema della satira, primo tra tutti quello con Luciana Littizzetto. Dunque ancora una volta l’esperienza che il gruppo scout porta a casa è carica non solo di emozioni, ma anche di consapevolezze e opinioni nuove e più ricche: prima tra tutte l’idea che “democrazia” non sia soltanto un parola astratta, ma un modo di essere e di comportarsi, da mettere in pratica ogni giorno. La consapevolezza che la Democrazia, proprio come un giardino, per rifiorire abbia bisogno di cura, applicazione e devozione costante, in un’altra parola, di partecipazione. E che questo sia possibile soltanto annullando quello che Zagrebelsky, nel suo discorso, ha definito “divorzio tra cultura e politica”: non idee e pensieri da una parte, e l’esercizio del potere dall’altra, ma al contrario occorre imparare a pensare democraticamente e poi a rendere atto i nostri pensieri, e che siano atti democratici! ClanDestino Casale 1

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Barbara Marini

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