Salvate Crea, Parco e Santuario lanciano l'appello ai politici
di Pier Luigi Rollino
Salvate Crea! E’ l’accorato appello lanciato dal Parco e dall’Ente Santuario a parlamentari, istituzioni, fondazioni bancarie per raggranellare risorse da destinare alla messa in sicurezza e al ripristino del Sacro Monte duramente colpito dalle frane, 28 in tutto per oltre due milioni di euro di danni.
«Ci sono frane e crepe ovunque, sui muri di sostegno e anche in alcune Cappelle - dice il presidente del Parco Gianni Calvi - una situazione mai verificatasi in precedenza, servono risorse per la messa in sicurezza e la salvaguardia di questo patrimonio dell’Unesco. Sono a rischio i parcheggi e, se franano, a Crea non si potrà più arrivare! Abbiamo stornato in bilancio delle somme che, però, non potranno essere spese per altri progetti».
Mons. Francesco Mancinelli, Rettore del Santuario ha esordito con una provocazione: «A chi interessa Crea? All’Ente santuario, proprietario del Sacro Monte, e all’Ente Parco. Il santuario vive per l’80% con le offerte dei fedeli e il 20% con gli affitti del bar e ristorante ma deve camminare con i propri mezzi. La strda è provinciale. Capisco che ognuno deve fare i conti sulle competenze proprie con il bilnacino del farmacista ma servono risorse per salvare questo sacro Monte . Per lo spirito della legge concordataria è utile creare sinergie con tutti gli enti». Il Rettore va oltre: «Crea è il secondo polo turistico della provincia, secondo solo ad Acqui, con 200 mila visitatori l’anno. Ma, polo turistico a parte, di Crea non è mai stato colto un altro significato: quello dell’antichità del sito patristico, baluardo della cristianità europeo fin dal 300. Nel 2011 si festeggeranno i 1650 anni».