In Val Cerrina si incominciava a temere che il ricordo di Don Ermenegido Francesco Gonella (Dun Gunela, come lui si firmava) finisse piano piano per svanire nella memoria degli anziani di Villadeati ed in particolare di Zanco, dove il sacerdote visse fino alla morte avvenuta nel 1997 a 77 anni, come succede -vogliamo aggiungere- per Giuseppe Oddone, con il quale don Gonella costituiva una coppia davvero straordinaria.
Insieme, uno parroco l'altro sindaco del capolouogo, diedero vita ad un nuovo modo di provvedere alle esigenze della comunità, realizzando una quantità incredibile di opere pubbliche e religiose: Ristrutturate tutte le chiese del comune, le canoniche, asfaltate le strade interne, persino quelle che "vanno nei campi".
Don Gonella sopravvissuto al suo amico, continuò in altro modo la vita con la gente. Alle esigenze parrocchiali, affiancava un'assidua partecipazione a tutti i momenti sereni della sua gente: non c'era festa, battesimo, pranzo di nozze o di laurea ed anniversari a cui non fosse invitato.
Al termine del convivio, si alzava in piedi e snocciolava una dopo l'altra una buona serie delle sue straordinarie poesie, tutte divertenti ed argute, che strappano la risata anche ai più seri. Ironia bonaria, battute sulle condizioni di vita, sul tempo, sui rapporti familiari, sulle vedove..."
Un peccato se andassero perse" si disse. Ora, finalmente, sono strate recuperate e raccolte in un libro dal titolo "Puesij".
Il volume è stato presentato domenica scorsa nella "sua" parrocchiale di Zanco, al termiune della messa delle 10 celebrata dall'attuale parroco don Domenico Tersoglio.
La gente, giunta da tutto il comune di Villadeati, dalla Val Cerrina e da Casale specie dal borgo Ala, dove don Gonella fu lungamente presente, era tanta, da non poter essere accolta tutta all'interno.
Finita la funzione, si è allestito velocemente un tavolo di presentazione, con Teresio Malpassuto, il docente universitario Giovanni Tesio ed i recitanti Elio e Giulio Botto, e Giorgio Milani e si disponeva una catasta di libri, subito andati a ruba.
I saluti ed i ringraziamenti agli intervenuti ed alla famiglia Feltrinelli per aver provveduto alle stampe sono stati espressi dal sindaco Edoardo Garello e dall'assessore Sivia De Regibus. Teresio Malpassuto, curatore del volume e autore di un ampio e dettagliato ricordo di don Gonella, ha scelto alcune fra le più significative poesie fra le 300 che costituiscono la raccolta: «La Madona dan Crea», «I Fra dan Crea», «La funtana dal sèt stisi», «La gelusia».
Poi, la parola è andata al prof. Tesio il quale ha svolto dotte considerazioni sulle liriche del poeta monferrino "fatte di parole semplici ma efficaci, adatte ad essere ascoltate, più che meditate, dotate una costante morale comunitaria".
Sono seguiti due interessanti ed applauditi interventi: Anselmo Sorisio, poeta locale doc, amico delle prima ora di don Gonella ha recitato una sua lirica diallettale dedicata proprio all'amicizia. Poi, ecco il piacevolisimo intervento di Gianni Turino, che ha raccontato gustosi episodi riguardanti la passione di don Gonella per il ciclismo ai tempi di Coppi e Bartali, la sua attività nelle colonie marine, le processioni in Val d'Aosta, la sua predilizione per la gente semplice.
La presentazione del libro è stata anche occasione per parlare del restauro della chiesa di Zanco effettuata da Giulio Ferrandi di Tonco e di ascoltare dalla voce di Giorgio Milani, un inno di don Gonella compositore.
Mario Giunipero
FOTO. Intervento di Sorisio