"Musica in Armonia" e la lotteria per Santa Caterina
di Mattia Rossi
Non è stato il chiostro dell'Istituto Trevigi, ma, per precauzione meteorologica, il coro della chiesa di Santa Caterina a ospitare il concerto per coro e orchestra, organizzato dall'Associazione Santa Caterina Onlus, per la raccolta fondi destinati al proseguimento dei restauri della chiesa casalese di Piazza Castello. Raccolta fondi alla quale ha contribuito la lotteria, abbinata al concerto e realizzata grazie al contributo di numerosi commercianti casalesi, la cui estrazione si è svolta al termine dell'esecuzione concertistica.
Protagonista del pomeriggio musicale di sabato scorso, il Coro e Orchestra "Musica in Armonia" diretti da Flavio Lanza i quali hanno proposto, con una sicurezza d'insieme degna di nota, tre pagine di Antonio Vivaldi: il Credo RV 591, il Dixit Dominus RV 595 e il Gloria RV 589. In apertura, dopo i saluti della presidente della Onlus Marina Buzzi Pogliano, che ha richiamato la necessità di "contare sui piccoli contributi di tanti", il presidente dell'Ente Treviso, Pietro Portaluppi, ha ringraziato l'ex sindaco Giorgio Demezzi (presente in sala), per il sostegno mai fatto mancare nei cinque anni trascorsi, e portato i saluti del neosindaco Titti Palazzetti, assente per impegni famigliari.
Celeberrima pagina, quella d'apertura, del "prete rosso", che fu per gran parte della sua vita insegnante alla Pietà di Venezia, un istituto di assistenza per orfanelle, il Credo in quattro movimenti: dai due omologhi allegri del primo e quarto movimento, all'adagio del secondo movimento (Et incarnatus est) tutto volto a una meditazione sul mistero dell'Incarnazione, e al largo del terzo, il Crucifixus, teso ad una catarsi sul tema della Passione. A seguire, il Dixit Dominus, altra pagina sacra, scoperta solamente una cinquantina d'anni fa, sul testo del salmo 110, nella quale riecheggiavano inconfondibilmente le linee melodiche tanto care alla composizione vivaldiana. Nella seconda parte, invece, Lanza ha diretto una delle opere sacre di Vivaldi, forse assieme al Magnificat, più note al pubblico: il Gloria. Composto di dodici movimenti, il Gloria si presenta come opera alquanto variegata, esposta in tutta la sue freschezza e dinamismo dagli interpreti di "Musica in Armonia", nella quale la presenza massiccia di oboe e tromba proiettano l'ascoltatore nel tipico barocco d'inizio Settecento senza, però, dimenticare la rigida canonicità, come nella doppia fuga finale, ad esempio, del sia pur innovativo compositore veneziano.
Apprezzamento notevole da parte del pubblico presente nella speranza che, come auspicato in apertura dal presidente Portaluppi, "concerto dopo concerto si possa portare a termine il restauro di questa stupenda chiesa".