Nucleare, sindaci in allerta: fuoriuscita di liquidi dall'Eurex di Saluggia
di Chiara Cane
Si terrà lunedì 15 aprile alle ore 19,30, presso la sala consiliare dell’Unione Comuni della Valcerrina (municipio di Cerrina), un incontro informale tra il sindaco di Verolengo Luigi Borasio con il gruppo di opposizione del Comune di Saluggia rappresentato da Paola Olivero e gli amministratori del Monferrato Casalese, per decidere eventuali azioni congiunte da perseguire in materia di sicurezza ambientale. Un’iniziativa riferita al sito ex Eurex di Saluggia la cui situazione è tornata in questi giorni agli onori della cronaca, dopo la recente perdita di liquidi (che non rispettano il criterio di non rilevanza radiologica) fuoriusciti dalla fessurazione della vasca a cielo aperto WP719, contaminando una piccola porzione di terreno circostante, fortunatamente, senza comportare conseguenze per ambiente e popolazione. È accaduto lo scorso 26 marzo durante i lavori preparatori per la copertura delle vasche di stoccaggio dell’impianto Eurex; Sogin, in quella stessa data, ne ha dato tempestiva comunicazione informativa alla Prefettura, all’Asl, all’Ispra e all’Arpa.
Si parla di una contaminazione minima e circoscritta a soli tre chili di terreno; nessuna traccia radioattiva invece nel terreno al di sotto della piastra di cemento sottostante l’area contaminata. Tuttavia è legittima la preoccupazione per l’accaduto che non avrebbe dovuto verificarsi e che potrebbe riacadere, anche in considerazione che, a pochi metri, a valle dell’impianto, si trovano i pozzi dell’Acquedotto del Monferrato.
Le rassicurazioni di Sogin su questa vicenda
Sentito Davide Galli, direttore Sogin della disattivazione degli impianti nel nord Italia, lo stesso rassicura: «La contaminazione si riferisce a quantità minime riscontrate in soli 3 chili di terreno; ulteriori sondaggi non hanno rilevato altre tracce di radioattività». Tale fessurazione si sarebbe verificata durante le operazioni di scavo per la copertura della vasca stessa il cui contenuto avrebbe dovuto essere trattato e svuotato entro lo scorso 31 marzo. Tali trattamenti sono invece tuttora in corso e verranno completati entro un mese, dopodiché si procederà con la copertura della vasca WP719.
Intanto il gruppo consiliare di opposizione “Per Saluggia” lamenta anche l’avanzamento dei lavori di costruzione del Deposito Nucleare D2 destinato ad ospitare migliaia di metri cubi di scorie nucleari, malgrado il piano regolatore ne vieti la costruzione nel letto del fiume ed in area di esondazioni. Rispetto a questo punto Galli ha precisato che l’ordinanza commissariale, riconoscendo l’utilità dell’impianto, supera i limiti del piano regolatore. Altra preoccupazione deriva dalla recente autorizzazione a costruire un nuovo deposito per scorie di categoria III denominato D3 destinato ad aumentare la capacità ospitante di scorie nucleari sempre a Saluggia, il tutto, in attesa della disponibilità del Deposito Unico Nazionale, la cui realizzazione non è evidentemente imminente (a Saluggia è attualmente presente l’85% di scorie nucleari italiane).
L’interrogazione al ministro
di Lavagno e De Petris (SEL)
Ed è di ieri, giovedì, l’interrogazione presentata al ministro dell’ambiente Corrado Clini da parte del neodeputato casalese di Sel Fabio Lavagno e la collega di partito Loredana De Petris, in cui si chiede di intervenire nei confronti di Sogin affinché vengano resi pubblici i dati sulla situazione della vasca in questione e si invita il ministero ad avviare «un monitoraggio su questa gravissima situazione, al fine di garantire una scrupolosa verifica della pericolosità dell’impianto, per scongiurare così danni all’ambiente e alle persone».