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Promozione turistica del Monferrato: Ottiglio lascia Mondo - Il commento di Sirchia (FI)

Più sinergia tra enti e maggiori sforzi per promuovere il territorio senza calare idee dall'alto ma ascoltando le reali esigenze del territorio. È l'appello lanciato dal primo cittadino di Ottiglio Luigi Cabiale che ha recentemente affrontato la questione della promozione turistica durante la scorsa seduta del consiglio comunale del paese monferrino. Una convocazione caratterizzata dalla discussione del recesso dalla società consortile Mon.D.O. (Monferrato Domanda Offerta) dedita alla promozione turistica pubblico-privata, punto che ha visto il parere unanime sia della maggioranza che della compagine di minoranza. In alcune motivazioni sono contenute le ragioni della decisione: «Sinora sembrano mancare gli sforzi per intraprendere una promozione del territorio che sia univoca e che attinga dalla realtà degli angoli del nostro Monferrato - commenta il primo cittadino - tali sforzi non sono attualmente visibili nel progetto di Mon.D.O. né in altri progetti diffusi in Monferrato poiché non vedo la sintonia con il nostro territorio». «Inoltre non ci sono interessamenti verso alcuni periodi dell'anno che in Monferrato restano da un punto di vista turistico molto poco propositivi». Relativamente alle attività di Mon.D.O. già la scorsa primavera il Comune di Ottiglio (nella foto uno scorcio del paese) non aveva preso parte alla rassegna di appuntamenti di "Riso & Rose in Monferrato". «Manifestazione a cui sembra ricondursi gran parte dell'attività della società Mon.D.O.» aggiunge Cabiale. Il tono polemico del sindaco di Ottiglio non nasconde però un intento provocatorio ed un atteggiamento collaborativo: «Sarei pronto a fornire nuovamente l'appoggio a Mon.D.O. o a qualsiasi ente o progetto - precisa Cabiale - purché dia finalmente l'idea di un territorio che lavora assieme in sinergia e che partecipa attivamente al processo di promozione turistica» «Il Monferrato funziona soltanto se Casale capisce che la sua forza è data dal territorio e se si avvia una più intensa e diffusa collaborazione sullo stesso». Ma tornando a Mon.D.O. c'è chi visitando il sito della società si è imbattuto nella data errata della Fiera del Bue Grasso di Moncalvo, ufficialmente confermata nel gennaio dello scorso anno dal Comune per il mercoledì 12 dicembre ma indicata sul sito internet della società come prevista nel giorno lunedì 10 dicembre. Sulla questione attacca Forza Italia, che per bocca del suo Coordinatore Cittadino Nicola Sirchia dichiara: «E' fin troppo facile dire che eravamo stati facili profeti al tempo dell'inopinato blitz di Mascarino e Calvo per la chiusura dell'Ente Manifestazioni e che presto le conseguenze si sarebbero fatte pesantemente sentire sulle politiche territoriali dell'Amministrazione. La verità è che Ottiglio sarà, con tutta probabilità, il primo recesso di una lunga serie, a sancire il fallimento della politica della sinistra circa la promozione territoriale, rivelatasi oramai a tutti come confusionaria, inefficiente, arruffona e soprattutto poco concreta». Prosegue l'esponente azzurro: «Da tempo siamo fortemente critici sui risultati di MON.D.O., così come lo eravamo sull'Ente Manifestazioni, ma la nostra critica è sempre stata rivolta alla mancanza di coordinamento, di sinergie e di concretezza nella gestione delle politiche territoriali. Ma la Giunta Mascarino, anziché cercare di lavorare con umiltà per migliorare, è riuscita nel bel disastro che è sotto gli occhi di tutti». Sirchia identifica cause ben precise: «La chiusura arrogante e tutta legata a motivazioni politiche dell'Ente Manifestazioni senza neppure avere ben presente le conseguenze, i fumosi e infruttuosi tentativi di costruire un nuovo soggetto gestore, le acrobazie societarie in MON.D.O., la confusione e la sovrapposizione di idee e di progetti, la mancanza di coordinamento col territorio, sono tutti fattori che contribuiscono a destabilizzare chi, in qualche maniera, si trova coinvolto. Il risultato è che i piccoli Comuni i Soci privati non si fidano più del Comune di Casale, dal quale sono stati trattati con fare maldestro, a volte ai limiti dello spregio».

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Federico Nardi

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