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Morte bianca alla "Fassa" Patteggiamento per tre

Aveva 45 anni Qerim Kareci, operaio di origine albanese residente a Gela, in provincia di Caltanissetta, quando precipitò da un silos nello stabilimento della «Fassa srl» in località Gessi a Moncalvo. Un volo di una trentina di metri che non lasciò scampo al poveretto che lasciava moglie e un figlio non ancora quattordicenne. Il drammatico incidente sul lavoro si consumò nel giugno 2004. Kareci - dipendente con mansioni di montatore meccanico della ditta Edil Mec di Gela che aveva stipulato contratto temporaneo di fornitura di mano d'opera con la ditta Simi srl di Fiorano Modenese, a sua volta sub appaltatrice dei lavori di montaggio di strutture metalliche e macchinari nel cantiere della Fassa - stava eseguendo interventi di carpenteria ad un silos. Lavorava da solo a trenta metri d'altezza - senza cinture di sicurezza e senza barriere di protezione - quando cadde al suolo attraverso un varco non protetto presente tra il piano di calpestio e il silos stesso. Una «morte bianca» che non ebbe testimoni: nessuno dei compagni di lavoro infatti assistette direttamente alla disgrazia. Gli accertamenti effettuati nel cantiere dopo l'incidente evidenziarono che non erano state predisposte le misure di sicurezza per evitare l'incidente, non erano stati valutati i rischi e dotato il lavoratore dei mezzi idonei per le mansioni svolte. Per la morte di Qerim Kareci furono indagati con l'accusa di omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro Daniele Ferrari, 53 anni, di Fiorano Modenese, responsabile della Simi srl; Teresio Gonella, 53 anni, di Moncalvo, strada Asti, coordinatore della sicurezza nel cantiere della Fassa; Emanuele Gauci, 50 anni, di Gela, titolare della Edil Mec e datore di lavoro dell'albanese. Ferrari, Gonella e Gauci la scorsa settimana hanno patteggiato nell'udienza preliminare davanti al gup La Rosa: 6 mesi di reclusione sostituiti in 6840 euro di multa. Pena interamente condonata ed estinta. A distanza di oltre tre anni dalla disgrazia non è stato versato alcun risarcimento alla famiglia. La moglie di Kareci, Elida e il figlio Abdiano sono ancora in attesa dei soldi dell'assicurazione. "Stiamo avviando una causa civile per fare in modo che i famigliari dell'operaio ottengano ciò che gli spetta" spiega l'avv. Orazio Scicolone, di Gela, legale di parte civile nel processo.

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