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  • 30 ottobre 2017
  • Casale Monferrato

Vasto cordoglio in Monferrato per la scomparsa di Marcello Sonaglia, 48 anni

Ha chiesto alla mamma Bianca di aiutarlo a cambiare posizione nel letto e poi ha chiuso gli occhi. Per sempre. Se n’è andato così, all’improvviso e dolcemente sabato notte 28 ottobre, Marcello Sonaglia, il casalese affetto da distrofia muscolare di Duchenne. 

Aveva quarantotto anni compiuti da poco. Anche il fratello Marco, di due anni maggiore, scomparso nel 2008, aveva sofferto della stessa patologia. All’indomani della sua morte Marcello aveva creato la Borsa “Marco Sonaglia” un contributo devoluto a “Fondazione Serena Onlus”, che sostiene il Centro Clinico Nemo, una struttura privata istituita nel 2007 dentro l’Ospedale Niguarda di Milano e nucleo di eccellenza nella ricerca sulla distrofia muscolare e nella presa in carico totale dei malati. In otto anni la Borsa ha consegnato a Nemo oltre 45.000 euro raccolti nelle numerose manifestazioni promosse dalla famiglia, dagli amici di Casale e nelle iniziative sostenute anche dall’Anffas casalese da sempre vicino alla famiglia. L’anno scorso si è arricchita di settantamila euro lasciati per testamento dal casalese Giuseppe Arduino, commerciante, calciatore e pilota di Formula Uno di Motonautica, in memoria della moglie a lungo inferma per una malattia neuro muscolare. Proprio lo scorso sabato 21 ottobre nella Sala Consiliare del Comune di Casale, era avvenuta la cerimonia di consegna della Borsa “Marco Sonaglia” 2017, cinquemila euro messi direttamente nelle mani del presidente di Fondazione Serena Alberto Fontana.

Marcello era presente come sempre, seduto sulla sua sedia a rotelle e attaccato al respiratore da cui dipendeva ormai totalmente. Era assistito amorevolmente dalla madre che si è sempre presa un’assoluta cura di lui e di Marco.

«Avevano una bella testa, i miei figli, erano in gamba. Marcello era appassionato di storia. Abbiamo a casa tanti libri su argomenti riguardanti il passato – ricorda Bianca Rebora Sonaglia che è originaria di Genova – Dopo avere conseguito la maturità scientifica si era iscritto a Lettere con indirizzo storico e aveva anche sostenuto due esami ma poi per ragioni di salute aveva dovuto smettere».

Tra i primi nella giornata di domenica 29 ad accorrere nell’abitazione dove Marcello abitava e dove è morto, la presidente dell’Anffas Giovanna Bevilacqua Scagliotti che ha conosciuto i due fratelli casalesi molti anni fa quando l’Associazione aveva iniziato ad aiutare la famiglia con interventi di personale prima del coinvolgimento dei Servizi Sociali dell’Asl e poi in collaborazione con essi. Ha avuto parole di grande ammirazione per Bianca Rebora, madre Coraggio, come l’ha definita in molte occasioni pubbliche che ha vissuto con grande dignità la sofferenza, ne ha fatto un modo di riscatto e di aiuto agli altri e un esempio quotidiano di vita ispirata a valori solidi. «Quando destinavo volontari a casa dei Sonaglia erano contenti di andarci perchè nonostante le difficoltà del suo vivere quotidiano Bianca sapeva diffondere grande serenità e pace. Sono convinta che sia soprattutto merito suo se i suoi figli sono vissuti molto più a lungo delle aspettative di sopravvivenza di pazienti affetti da DMD che non vanno oltre i venticinque anni. Quanto a Marcello finalmente separato dall’apparecchio con l’ossigeno aveva un viso sereno e perfino un’ombra di sorriso sulle labbra».

Un grande abbraccio dunque a questa straordinaria donna che ha compiuto fino in fondo il suo dovere e un saluto di congedo a Marcello che piace immaginare felice della sua finalmente raggiunta totale libertà. Sarà sepolto accanto al fratello Marco nella tomba della famiglia Mellina a San Germano.

I funerali si terranno martedì 31 ottobre alle 10,30 nella chiesa dello Spirito Santo dove stasera, lunedì alle ore 20,30, sarà recitato il rosario.

 

Nella foto, Marcello con la mamma Bianca, in un momento della consegna del Fondo Sonaglia in Municipio a Casale Monferrato.