Saltano le feste d’autunno della sinistra. Nè il PD né Sinistra Casalese organizzeranno infatti le kermesse popolari che a settembre dal dopoguerra hanno sempre animato le serate di fine estate e che erano diventate una vera e propria tradizione.
Ma il mondo cambia, la sinistra è in crisi, la militanza scarseggia, e trovare volontari che regalino un mese all’anno al «partito» - come avveniva un tempo - è diventato sempre più difficile.
Crisi ideologica che si trasforma in crisi operativa? O semplice difetto organizzativo per i marosi che hanno interessato la dirigenza delle forze di sinistra con la nascita del PD e l’archiviazione delle precedenti esperienze di Ds e Margherita?
Le feste peraltro sono sempre state una risorsa economica - in quanto servivano a raccogliere fondi per finanziare l’attività del partito - ma anche politica.
Alla Festa de L’Unità («marchio» inutilizzabile in quanto di proprietà dei DS», spiega Fabio Lavagno, SD e Sinistra Casalese) partecipavano infatti semplici cittadini, militanti, simpatizzanti e dirigenti, ed era da un lato un momento di rafforzamento della identità politica della sinistra, dall’altro un’importante occasione di visibilità.
A tutta sinistra - spiega ancora Lavagno - la festa è saltata «per motivi organizzativi ma anche perché abbiamo pensato che occorra ripensare l’intera formula e per farlo un anno di pausa era necessario...».
E Angelo Muzio, coordinatore cittadino del PD fa sapere che nei prossimi giorni si riunirà il direttivo e deciderà il da farsi, ma conferma che difficilmente si potrà organizzare la festa - a questo punto - «anche solo per una questione di tempi».
Probabilmente si punterà su altre iniziative : «C’è chi ha pensato in passato che la formula “partito leggero” pagasse, ma evidentemente non è così. Adesso, dopo che per alcuni anni è passata questa idea bisogna rimotivare le persone su una organizzazione più territoriale del partito.
«Gli strumenti di comunicazione di massa, a sinistra, sono il territorio e non solo televisioni e giornali. Questa è la storia di tutti i partiti a carattere popolare».
La stessa Festa dell’Uva a Casale - ricorda Muzio - nacque da una iniziativa del PCI, mentre la DC inventò negli anni ‘50 la Festa dell’Amicizia.
«Solo le istituzioni - conclude Muzio - non bastano, altrimenti si rischia di svuotare con il popolo...».