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  • 26 novembre 2007
  • Casale Monferrato

Buttano benzina in un bar di via Garibaldi che esplode: non è un caso di estorsione

«Erano le 23,10. Ho sentito un boato fortissimo, mi sono affacciata e ho visto solo del fumo», dice una giovane casalese - ancora visibilmente preoccupata - dal palazzo di fronte. E un altro ragazzo: «Uno schianto, ho pensato a un grave incidente stradale». Ancora un abitante della zona: «Una deflagrazione. Abbiamo pensato a una bomba collocata in un bidone dei rifiuti vicino alla vetrina». Sono alcune delle testimonianze raccolte domenica sera, in via Garibaldi, proprio di fronte alla chiesa di Sant'Ilario, dove la vetrina del bar-tavola fredda che fa angolo con via Palestro è esplosa, lanciando frammenti di vetri a una distanza di 15 metri. Non per cause accidentali, ma perché qualcuno - con ogni probabilità penetrato facilmente dalla porta del retro, da via Palestro - ha cosparso benzina nel locale e poi ha appiccato il fuoco. Poi si è allontanato. Il carburante si è in parte volatilizzato e a contatto con la fiamma è esploso. Gli agenti di una volante della Polizia, che transitava nella zona avrebbero anche notato un'auto allontanarsi. Sul retro è stata trovata una tanica di benzina: la porticina laterale, fra l'altro, è senza serratura. La serranda è stata prima danneggiata dall'esplosione, poi tagliata dai Vigili del Fuoco per entrare nel piccolo bar, gestito da fine luglio e fino a lunedì della scorsa settimana da una giovane albanese residente ad Asti. Il locale, affidatole dalla proprietaria, una donna anche lei di Asti, era frequentato soprattutto da suoi connazionali. Sabato era apparso il cartello «vendesi». E qualche giorno fa avevano già spaccato una vetrina. In un primo momento sono stati fatti evacuare, a titolo precauzionale, i residenti dello stabile che più tardi hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni. Gli inquirenti indagano a 360 gradi ma sembrano escludere l'ipotesi dell'estorsione, orientati piuttosto sulla vendetta personale, forse legata a questioni di denaro per la vendita del locale. «Chi ha notato qualcosa di sospetto per favore ci informi - sottolineano gli uomni della squadra investigativa della Polizia - Manterremo l'anonimato di chi ci fornirà notizie utili».

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