Primi giorni da sindaco per Marco Felisati, 35 anni, che alle elezioni amministrative dello scorso fine settimana è stato votato da 1648 elettori, con il 33,94%, battendo la concorrenza di Alessandro Portinaro, che ha ottenuto 1496 voti (30,61%), il sindaco uscente Giovanni Ravasenga con 1349 voti (27,76%) e Fausto Cognasso con 362 voti (7,45 %).
Su 6248 elettori, i votanti sono stati 5056, per un’affluenza pari all’80,92%, mentre i voti validi sono stati 4855, le schede nulle 122 e quelle bianche 79. Tutto era iniziato nel novembre scorso, con la nota vicenda delle fioriere e della zona pedonale, che aveva poi portato alla sfiducia alla Giunta Ravasenga del 19 febbraio e al conseguente commissariamento prefettizio del Comune, fino ad arrivare al ritorno alle urne di qualche giorno fa con le elezioni.
Curioso notare come degli ex consiglieri comunali che avevano fatto “cadere” il Comune, cinque siano risaliti: oltre a Felisati ci sono infatti Mario Burrone - che ha raccolto il numero maggiore di preferenze (102) tra tutti i candidati delle quattro liste - Ester Porta, Riccardo Coletto e Alessandro Portinaro.
Già martedì pomeriggio il nuovo sindaco ha iniziato le procedure per il passaggio di consegne con il Commissario.
«Abbiamo semplicemente ripristinato la volontà dei trinesi - ha spiegato Felisati - come tutti ricordano il mio percorso amministrativo si era interrotto a novembre, adesso sono pronto a riprendere quel cammino, lavorando con la serenità di cui Trino ha bisogno. Ho già chiamato Portinaro, Ravasenga e Cognasso: se la minoranza vorrà si potrà lavorare insieme. Perché rappresentano anche loro la cittadinanza e con loro intendo instaurare una serie di incontri periodici che voglio avere con tutti i consiglieri comunali per aggiornarli su quanto si farà per il nostro paese. Come sul problema delle aule all’alberghiero, il primo che ho dovuto affrontare».
Come sarà composta la squadra amministrativa? «Ci stiamo lavorando. Tutti, compresi coloro che non sono entrati in consiglio comunale, saranno partecipi della nuova amministrazione. Tutti potranno collaborare, in maniera collettiva».
A quando il primo consiglio comunale? «Il più presto possibile e si svolgerà alla Robella: stiamo cercando il luogo ideale».
Quali saranno i primi interventi? «Faremo una diagnosi della situazione del paese per capire cosa è veramente necessario fare nei mesi a venire. Sicuramente dovremo partire dall’ordinaria manutenzione e da quella straordinaria, dare ordine e pulizia, curare giardini e strade. La nostra intenzione è di istituire nel minor tempo possibile una struttura, una figura, alla quale i cittadini possano segnalare i problemi creando così un contatto diretto con i cittadini, salvo poi verificare le segnalazioni».
Intanto negli altri schieramenti si analizza il voto e soprattutto si cercano le motivazioni che hanno portato alla sconfitta: «Massimo rispetto per il responso delle urne - ha commentato Ravasenga - ci sono però più di 1300 trinesi che ci hanno dato il loro consenso e all’opposizione faremo certamente la nostra parte».
Tra i dati che balzano subito all’occhio in questo schieramento c’è la disparità che si è verificata in casa Lega Nord tra le europee e amministrative: a fronte dei 621 voti espressi a livello nazionale, gli esponenti del Carroccio a livello cittadino sono riusciti a raccogliere poco più di 100 preferenze. Nel direttivo cittadino della Lega tira aria di dimissioni. Anche alla frazione Robella il vincitore ha sbaragliato gli avversari, con 149 voti, rispetto ai 49 di Ravasenga, i 41 di Portinaro e i 31 di Cognasso.
Anche nel centrosinistra, alla luce del risultato finale, non se le sono mandate a dire: «Abbiamo perso un’opportunità importante e la responsabilità è certamente di chi ha deciso di difendere un progetto talmente minoritario che non ha portato ad aver alcun rappresentante in consiglio comunale, invece di fare una scelta unitaria per il bene della città» ha spiegato Alessandro Portinaro.
«Purtroppo questo è un problema che il centrosinistra non riesce a risolvere: qui a Trino abbiamo cercato di effettuare un cambio generazionale per queste amministrative e adeesso continueremo a lavorare come sempre, sperando di trovare una collaborazione maggiore con chi amministra almeno per quanto riguarda le scelte strategiche. Più in generale mi auguro che ci sia un clima più sereno rispetto al passato».
La replica di Cognasso: «Voglio subito sgomberare il campo dalle polemiche con il centrosinistra: noi abbiamo preso un quarto dei voti della lista Portinaro, avevamo chiesto di inserire quattro dei nostri candidati in lista con loro e i conti a quel punto sarebbero tornati. Non accettando i nostri quattro candidati ci siamo sentiti legittimati a correre da soli. Qualcuno ci ha definiti ‘inaffidabili’ e che siamo un’altra cosa rispetto a loro, quindi non dovrebbero lamentarsi più di tanto. Ringraziamo i nostri 362 votanti per la fiducia e ci teniamo a fare sapere che continueremo le nostre battaglie sociali e culturali».