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L’Arciduca in si bemolle: Beethoven e Dvorak a Cerrina con il «Trio di Parma»

Appuntamento di grande prestigio sabato 3 novembre, a Cerrina, per la musica da camera, nel quadro della rassegna «Armonie in Valcerrina 2012». L’appuntamento è infatti con il «Trio di Parma», ensemble di grande levatura formato da Ivan Rabaglia (violino), Enrico Bronzi (violoncello) e Alberto Miodini (pianoforte). L’ensemble si è costituito nel 1990 nella classe di musica da camera al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e - successivamente - ha approfondito la sua formazione musicale con il leggendario Trio di Trieste presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Chigiana di Siena. E il trio vanta oggi un palmares di grandissimo prestigio. Nei suoi 22 anni di attività ha suonato nelle sale e nei teatri più prestigiosi, tra cui l’Accademia Santa Cecilia di Roma, il Teatro alla Fenice di Venezia,la Carnegie Hall di New York, e poi a Los Angeles, Buenos Aires, a Londra, Amburgo, Vienna, San Pietroburgo, affermandosi in concorsi internazionali in Italia e all’estero. L’ensemble ha inoltre inciso le opere integrali di Brahms, di Beethoven e Ravel (per la rivista Amadeus, che ha dedicato al trio una copertina), Shostakovich (premiato come miglior disco dell’anno 2008 dalla rivista Classic Voice) ed infine Pizzetti, Liszt e Schumann. Il Trio di Parma, oltre ad un impegno didattico costante nei Conservatori di Modena, Gallarate e al Mozarteum di Salisburgo, tiene corsi alla Scuola Superiore Internazionale “Trio di Trieste” di Duino e alla Scuola di Musica di Fiesole. Strumenti de «l’age d’or» Da notare il pregio degli strumenti utilizzati da Rabaglia (un Giovan Battista Guadagnini costruito a Piacenza nel 1774) e da Bronzi (un Vincenzo Panormo; Londra, 1775), ascrivibili all’epoca d’oro della liuteria e che aggiungono ulteriore interesse e spessore al concerto di domani. Appuntamento alle 16,30 nella parrocchiale di Cerrina. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Il programma del concerto Il programma prevede l’esecuzione del trio in si bemolle maggiore op. 97 di Beethoven detto «dell’Arciduca», composto nel 1811 e dedicato all’amico, allievo e mecenate Rodolfo d’Asburgo (nei tempi Allegro moderato; Scherzo - Allegro; Andante cantabile ma con moto; Allegro moderato). A seguire il Trio n. 3 op. 65 in fa minore del musicista boemo Antonin Dvorak (Allegro, ma non troppo; Allegretto grazioso; Poco adagio; Finale: Allegro con brio). Il prossimo appuntamento Prossimo appuntamento con «Armonie» sabato 17 novembre alle 16,30, nella parrocchiale di Pontestura per il concerto del pianista Luis Fernando Perez.

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Laura Mellina

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